Il completamento della Metro C entra ufficialmente in una nuova fase operativa. Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, insieme all’Assessore alla Mobilità Eugenio Patanè e alla Commissaria straordinaria per la Linea C Maria Lucia Conti, hanno annunciato l’apertura dei nuovi cantieri per il prolungamento verso il quadrante nord-ovest della città.
Il Sindaco Roberto Gualtieri annuncia l’apertura dei cantieri delle tratte T2 e T1: la linea si allunga di circa 7 chilometri verso il quadrante nord-ovest. Obiettivo chiusura lavori nel 2036, apertura nel 2037
La comunicazione è arrivata nel corso di una conferenza stampa in Campidoglio, alla presenza dei rappresentanti di Roma Metropolitane e della società Metro C, Contraente Generale dell’opera guidato da Webuild e Vianini Lavori.

“È stato un lavoro molto ampio ma finalmente si parte. Dopodomani saranno consegnate le aree di cantiere della nuova tratta T2 della linea C con le 4 fermate Chiesa Nuova, Piazza Pia, Ottaviano e Mazzini. L’avvio dei lavori veri e propri è fissato per mercoledì della settimana prossima, 25 febbraio”, ha dichiarato il Sindaco Gualtieri. “Entro luglio inizieranno infine i cantieri della tratta T1 con le stazioni Auditorium e Farnesina”.
Si tratta di un intervento strategico che vale oltre 3 miliardi di euro e che consentirà di allungare il tracciato della Metro C di circa 7 chilometri complessivi, con 6 nuove stazioni: Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel Sant’Angelo, Ottaviano, Mazzini, Auditorium e Farnesina.
Nel dettaglio, la Tratta T2 fino a Mazzini si estende per circa 4 chilometri e comprende 4 nuove stazioni, di cui due archeo-stazioni (Chiesa Nuova e Piazza Pia/Castel Sant’Angelo), con un volume di scavo archeologico pari a 165.000 metri cubi. Le gallerie realizzate con scavo meccanizzato raggiungeranno 7,6 chilometri, in un contesto di straordinaria complessità tecnica e archeologica che rafforzerà l’asse centrale della mobilità e migliorerà l’interscambio con la Linea A e la Linea B.

La Tratta T1 fino a Farnesina, lunga 2,9 chilometri, prevede invece la realizzazione delle stazioni Auditorium e Farnesina, con uno scavo archeologico stimato in 105.625 metri cubi e gallerie meccanizzate per 4,8 chilometri complessivi. Farnesina diventerà uno snodo strategico per il collegamento del quadrante nord e per i futuri sviluppi della linea.
I cantieri delle stazioni Auditorium e Farnesina partiranno entro luglio 2026, una volta completata la verifica e l’approvazione del progetto esecutivo. L’obiettivo dell’Amministrazione è chiaro: concludere i lavori nel 2037, con la volontà di anticipare la fine delle lavorazioni al 2036 attraverso un’ottimizzazione dei tempi.
I lavori procederanno in parallelo su tutte e sei le stazioni e comprenderanno anche la realizzazione di due pozzi intermedi.
Il cantiere della stazione Farnesina ospiterà il pozzo di introduzione delle TBM (Tunnel Boring Machine): una volta completata la stazione, verranno calate le due talpe meccaniche che scaveranno le gallerie monobinario fino a piazza Venezia, senza interruzioni operative.
Solo dopo lo smontaggio delle TBM si procederà al completamento definitivo delle stazioni.
Sul fronte della viabilità, i cantieri comporteranno restringimenti delle carreggiate ma senza sostanziali modifiche alla circolazione, salvo temporanee riorganizzazioni durante specifiche lavorazioni.
Inoltre saranno garantiti gli attraversamenti pedonali principali e verranno adottate misure di sicurezza per limitare i disagi.
Con il completamento delle tratte oltre Venezia, la linea arriverà a 31 stazioni complessive.
Grazie alla tecnologia “driverless” ad alta capacità, la Metro C potrà trasportare fino a 24mila passeggeri l’ora per senso di marcia, con un impatto ambientale significativo: la stima parla di 310mila tonnellate di CO2 in meno all’anno.
Prevista inoltre la piantumazione di 260 nuovi alberi e 4 “Tiny Forest”, per un bilancio ambientale positivo dell’intervento.
Insieme alla stazione Farnesina saranno predisposte anche le opere per il futuro prolungamento verso Grottarossa (Tratta C2) e per il possibile sfiocco verso Tor di Quinto (T1A), con un investimento stimato di circa 2,5 miliardi di euro.
Nel frattempo proseguono secondo cronoprogramma le lavorazioni della stazione Venezia, dove è prevista a breve la ripresa delle attività dell’idrofresa per la realizzazione dei diaframmi perimetrali in cemento armato, spinti fino a 85 metri di profondità dall’attuale piano stradale.


















