A Termini il cuore del mercato del falso: giro di vite nei negozi e maxi sequestro di articoli Apple e Duracell 

Dalla contraffazione dei noti marchi internazionali ai prodotti privi di etichetta il maxi sequestro ha ritirato dal mercato del falso oltre 3mila articoli 

L’area della stazione Termini, è finita di nuovo sotto la lente d’ingrandimento per una serie di gravi violazioni che spaziano dalla contraffazione internazionale allo sfruttamento del lavoro irregolare. In un contesto già segnato da forti flussi turistici legati al periodo di Carnevale, una maxi operazione di queste ore, ha portato alla luce un sistema di vendita illegale che coinvolgeva marchi tecnologici di primo piano e oggetti privi di qualsiasi garanzia per la sicurezza.

Dalla contraffazione dei noti marchi internazionali ai prodotti privi di etichetta il maxi sequestro ha ritirato dal mercato del falso oltre 3mila articoli

Il bilancio dell’operazione parla chiaro: migliaia di articoli ritirati dal mercato, cinque lavoratori irregolari individuati e pesanti sanzioni amministrative che hanno colpito anche il settore dei carburanti.

Il mercato del falso dalla tecnologia ai giocattoli

Il cuore delle operazioni penali ha riguardato due cittadini residenti nell’area del Centro Storico, denunciati all’Autorità Giudiziaria per la messa in vendita di circa 1.800 articoli contraffatti.

La merce rinvenuta non era di scarsa fattura generica, ma riportava marchi globali come “Apple”, “Labubu” e “Duracell”, ingannando potenzialmente i consumatori sulla provenienza e sulla qualità tecnica dei prodotti. Il sequestro penale dell’intero quantitativo ha impedito l’immissione sul mercato di componenti elettroniche e accessori che, non essendo certificati dai produttori originali, avrebbero potuto rappresentare un rischio concreto per l’integrità dei dispositivi degli acquirenti.

Oggetti pericolosi e violazioni delle norme

Accanto alla contraffazione di marchi famosi, è emerso un filone di illegalità amministrativa legato al settore dei regali. Presso un altro esercizio commerciale, sono stati individuati e sequestrati circa 1.200 articoli, tra souvenir e oggettistica varia, completamente privi delle indicazioni minime obbligatorie in lingua italiana. La mancanza di etichettatura a tutela del consumatore, rendeva questi beni tecnicamente anonimi, privando l’acquirente di informazioni essenziali per la sicurezza delle merci.

Sfruttamento del lavoro

La cronaca degli interventi si è spostata dall’esposizione della merce alla gestione interna delle risorse umane. Le ispezioni hanno evidenziato una situazione di grave degrado contrattuale presso due attività commerciali della zona Termini.

Sono stati individuati tre lavoratori completamente “in nero”, sprovvisti di qualsiasi copertura assicurativa e previdenziale, oltre a due dipendenti impiegati senza la preventiva comunicazione obbligatoria di assunzione che sono stati immediatamente segnalati all’Ispettorato del Lavoro.