Più pistole e armi in generale in circolazione in Italia. Via libera a tutte le forze dell’ordine per l’acquisto di pistole personali oltre a quella di servizio. Gli operatori delle forze dell’ordine italiane, inclusi i vigili urbani, possono acquistare e portare con sé armi anche uso fuori servizio.
Più pistole personali da poter portare anche fuori servizio: la nuova disposizione autorizza 397.000 uomini e donne delle forze dell’ordine
La nuova disposizione, che coinvolge circa 397.000 uomini e donne delle forze di polizia, consente loro di aggiungere un’arma privata, oltre a quella di ordinanza, e di circolare con essa quando sono liberi dal servizio.
Il provvedimento, formalizzato in una circolare del Viminale e fondato sull’articolo 28 del decreto-legge sicurezza (11 aprile 2025), si prefigge di rafforzare l’autotutela degli agenti, migliorandone la sicurezza e la capacità operativa anche al di fuori dell’orario di lavoro.
Fino a ora, solo ufficiali, dirigenti e magistrati potevano portare un’arma diversa da quella di ordinanza, ma ora la possibilità è estesa a tutti gli agenti di polizia con qualifica di “agente di pubblica sicurezza”, senza la necessità di un porto d’armi, purché venga comunicata la detenzione alla questura competente.
La norma coinvolge tutte le forze dell’ordine: la Polizia di Stato con i suoi 96.000 agenti, la Guardia di Finanza con 58.000 militari, i 106.000 carabinieri e i 37.000 agenti della polizia penitenziaria.
Anche i vigili urbani potranno ora detenere e portare una pistola privata fuori servizio, a condizione che già possiedano quella di ordinanza, ma con limitazioni legate al loro ambito territoriale.
I rischi e i dubbi del sindacato
La misura, sebbene vista da alcuni come un rafforzamento della sicurezza personale degli operatori, ha suscitato anche preoccupazioni. Alcuni, infatti, sollevano dubbi sulla gestione di più armi, soprattutto in relazione alla violenza domestica o ai rischi legati alla detenzione di un’arma privata.
Il sindacato dei carabinieri, per esempio, ha espresso perplessità sul fatto che l’arma in dotazione, spesso considerata ingombrante, possa essere sostituita con una pistola privata, creando potenziali difficoltà nella gestione di due armi.
Fino a tre armi, comunicazione obbligatoria
Nonostante le critiche, il provvedimento prevede che ogni agente possa detenere fino a tre armi comuni, come stabilito dalla normativa vigente. Inoltre, la comunicazione della detenzione delle armi sarà obbligatoria per garantire il monitoraggio da parte delle autorità di pubblica sicurezza, che dovranno essere sempre informate sull’identità dei detentori e sui luoghi in cui le armi sono custodite.
















