“Così il Campidoglio taglierà pure i pini da salvare”: sos dei Periti Agrari sui Fori Imperiali

Il Collegio denuncia l’innalzamento del fattore di sicurezza da 1,5 a 2,0: “Non è scienza ma scelta politica. Rischiano anche pini salvabili”

Un'immagine dell'estate 2025 del pino crollato in via dei Fori Imperiali: si tratta di quello a destra nella foto e la sua inclinazione avrebbe dovuto insospettire gli esperti

Con questi parametri il Campidoglio finirà per tagliare anche pini sani o meglio salvabili”. È un vero e proprio sos quello lanciato dal Collegio dei Periti Agrari di Roma sulla gestione delle alberature di Via dei Fori Imperiali.

Il Collegio denuncia l’innalzamento del fattore di sicurezza da 1,5 a 2,0: “Non è scienza ma scelta politica. Rischiano anche pini salvabili”

L’organismo professionale esprime “forte sorpresa” per l’andamento degli incontri tecnici dedicati ai pini storici della strada monumentale. Nonostante — spiegano — un contributo propositivo volto a garantire standard qualitativi elevati e una gestione digitalizzata e trasparente del verde urbano, il Collegio sarebbe stato escluso dalla fase decisionale finale.

Il nodo: il fattore di sicurezza

Al centro della contestazione c’è la decisione di innalzare il fattore di sicurezza da 1,5 a 2,0 nella valutazione della stabilità degli alberi.

Siamo preoccupati per l’adozione di parametri di sicurezza arbitrari — dichiarano i rappresentanti del Collegio —. Portare il fattore a 2,0 non è una misura di cautela scientifica, ma una scelta politica che rischia di determinare l’abbattimento di esemplari storici che potrebbero essere salvati con tecniche moderne e cure agronomiche mirate.

Il rigore scientifico non può essere piegato a esigenze di cantiere o alla fretta amministrativa”.

Secondo i Periti Agrari, una soglia più alta finirebbe per classificare come non idonei anche alberi che, con interventi specialistici, potrebbero essere salvati e in sicurezza. Da qui l’allarme: il rischio non sarebbe solo quello di rimuovere piante realmente compromesse, ma anche di sacrificare esemplari recuperabili.

“Esclusi dalla decisione”

Il Collegio precisa inoltre di non aver partecipato alla riunione in cui sarebbe stato deciso l’innalzamento dei parametri e chiede che il confronto torni “sui binari della correttezza professionale”.

Vogliamo salvare i pini di Roma laddove la tecnica lo permette. La sicurezza è la nostra priorità, ma si ottiene con la scienza e la trasparenza, non con decisioni prese in assenza di una parte delle categorie professionali che da tre anni attendono una convenzione ufficiale per servire la città”.

La decisione dei 12 abbattimenti su 36

La presa di posizione arriva dopo l’annuncio di Roma Capitale: dodici dei primi trentasei pini esaminati lungo via dei Fori Imperiali saranno abbattuti e sostituiti perché non hanno superato le prove di trazione e gli altri test effettuati con strumenti come georadar e air spade.

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L’ultimo pino caduto ai Fori Imperiali

Dal Campidoglio fanno sapere che la task force tecnica ha stabilito interventi selettivi “per i soli esemplari che presentano un livello di rischio non compatibile con la sicurezza”, applicando il principio di massima precauzione in un’area di straordinaria affluenza e valore storico.

Ma proprio sull’interpretazione di quel principio si consuma lo scontro: per l’amministrazione è una scelta necessaria a tutela di cittadini e visitatori dopo il crollo di tre pini in pochi giorni (l’ultimo il primo febbraio ha ferito anche tre passanti); per i Periti Agrari, invece, il timore è che l’eccesso di prudenza — tradotto in un parametro più severo — finisca per compromettere un patrimonio arboreo storico che, in molti casi, potrebbe ancora essere salvato.