Azienda degli orrori alle porte di Roma: le denunce tra crudeltà agli animali, sfruttamento umano e reati ambientali

Il blitz dei reparti speciali ha scoperchiato il vaso di Pandora nell'azienda degli orrori, dove un cane è stato ritrovato in fin di vita

E’ stato scoperchiato in queste ore, il vaso di Pandora su un’azienda degli orrori di Velletri, da parte dei Carabinieri della stazione locale che hanno messo a nudo un sistema di illegalità diffusa tra gravissimi danni ambientali e sfruttamento umano nel lavoro, fino a toccare la crudeltà contro gli animali.

Il blitz dei reparti speciali ha scoperchiato il vaso di Pandora nell’azienda degli orrori, dove un cane è stato ritrovato in fin di vita

L’operazione, coordinata con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del personale veterinario dell’ASL RM6, ha portato al sequestro preventivo dell’intero sito e alla denuncia a piede libero del titolare, un uomo di cinquantasette anni già noto per diverse pendenze giudiziarie.

Un ecosistema di reati tra ricettazione e scorie inquinanti

L’ispezione dei militari ha permesso di documentare una gestione dei rifiuti totalmente fuori controllo, con materiali pericolosi stoccati senza alcun criterio di sicurezza o protezione per il suolo.

Le accuse di reati ambientali si intrecciano in questo caso con quelle di ricettazione: all’interno del perimetro aziendale, infatti, i Carabinieri hanno rinvenuto un’autovettura che, dopo i primi accertamenti sulla targa e sul telaio, è risultata essere provento di un furto denunciato in precedenza. La presenza di un veicolo rubato all’interno di un’attività commerciale suggerisce dinamiche che gli inquirenti stanno ora cercando di approfondire per capire se l’azienda fungesse anche da deposito per merce di dubbia provenienza.

L’orrore del maltrattamento degli animali e il salvataggio di un cane

Uno degli aspetti più drammatici dell’operazione è stato il ritrovamento di un cane ridotto in condizioni di salute estremamente gravi. L’animale è stato rinvenuto in uno stato di abbandono e sofferenza tale da richiedere l’intervento immediato e congiunto dei Carabinieri e dei veterinari dell’ASL RM6.

Grazie alla tempestività del soccorso, il povero animale è stato sottratto a un destino quasi certamente fatale, venendo trasferito in una struttura protetta per ricevere le cure necessarie. Per questo motivo, il proprietario dell’attività dovrà rispondere anche delle pesanti accuse di maltrattamento e abbandono di animali, aggravate dalle evidenze cliniche riscontrate sul posto.

Il lavoro nero

Il quadro della devastazione normativa si è completato con il controllo relativo alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Il personale del NIL di Roma ha infatti accertato l’impiego di personale non regolarmente assunto, privo di qualsiasi copertura previdenziale e assicurativa. Oltre alla piaga del lavoro nero, sono state rilevate numerose violazioni delle norme antinfortunistiche, mettendo in luce un totale disprezzo per l’incolumità dei lavoratori presenti.

Il bilancio economico del blitz è pesantissimo: sono state elevate sanzioni amministrative per un valore complessivo di 95.000 euro. Mentre le indagini preliminari proseguono, l’area resta sotto sequestro giudiziario, ponendo fine a una gestione commerciale che operava sistematicamente al di fuori della legalità.