Controlli contro la malamovida: arresti e denunce tra Ladispoli e Civitavecchia

Durante i controlli per arginare situazioni di malamovida i Carabinieri sono intervenuti in diversi punti sensibili del territorio

Carabinieri - foto d'archivio

Controlli con stretta sulla malamovida sono stati messi in atto dai Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia e da quelli della Stazione di Ladispoli. 

Il servizio straordinario di controllo del territorio, ad alto impatto, si è concentrato soprattutto sulla sicurezza stradale, sulla detenzione di armi e sul consumo di sostanze stupefacenti.

Durante i controlli per arginare situazioni di malamovida i Carabinieri sono intervenuti in diversi punti sensibili del territorio

L’attività dei controlli da parte dei Carabinieri di Ladispoli e Civitavecchia è stata particolarmente intensa nelle fasce serali e notturne. I militari sono entrati in azione nelle zone maggiormente frequentate. Identificate 162 persone, di cui 42 già note alle Forze dell’Ordine. I veicoli controllati sono stati 67.

Nel corso delle verifiche, i Carabinieri hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione, arrestando un uomo ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia, commessi a Civitavecchia nel 2025. L’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale Nuovo Complesso Borgata Aurelia.

Denunce, armi e droga sequestrate

Le attività hanno portato anche alla denuncia in stato di libertà di cinque persone. Tra queste, un soggetto è stato deferito perché viveva dentro un manufatto oggetto di interventi edilizi in assenza del necessario permesso di costruire in area sottoposta a vincolo paesaggistico, un altro per il possesso di una katana lunga 97 centimetri (con lama di 67 centimetri). Tre persone sono state denunciate per guida in stato di ebbrezza.

Due persone sono state sanzionate amministrativamente per detenzione di stupefacenti a uso personale. Sequestrati 5,2 grammi di hashish.

Le indagini sono ancora in corso. Considerato lo stato del procedimento, quello delle indagini preliminari, l’indagato deve intendersi innocente fino ad eventuale accertamento di colpevolezza con sentenza definitiva.