La stabilità lavorativa dei bagnini di salvataggio e l’incolumità dei bagnanti sulle spiagge di Roma Capitale è oggi al centro di un serio allarme lanciato dall’associazione dei Lifeguard Italiani, Sezione Litorale Romano, in vista di un’estate 2026 che si annuncia già burrascosa.
L’allarme dei bagnini del litorale romano: instabilità occupazionale e rischi per i lavoratori sulle spiagge a causa delle nuove procedure per le concessioni balneari
A portare la questione all’attenzione pubblica è Alessandro Rocca, referente della sezione, che segnala come la recente sentenza della Cassazione, abolendo i rinnovi automatici delle concessioni balneari e imponendo nuove procedure di gara, stia generando una forte incertezza per centinaia di operatori stagionali.
Il problema non è nuovo: negli ultimi anni numerosi stabilimenti balneari hanno chiuso, causando la perdita di posti di lavoro per molti bagnini.
Nello specifico, tra gli stabilimenti balnari lidensi chiusi figurano nomi storici di attività che a Ostia hanno fatto la storia, come lo Shilling, il Kursal, lo Sporting Beach, l’Hibiscus, Anema e Core, e successivamente la Mariposa, la Spiaggia di Bettina, il Bungalow e Peppino a Mare.
Queste strutture garantivano non solo servizi turistici, ma anche posti di lavoro stagionali fondamentali per la sicurezza pubblica, attraverso il servizio dei bagnini di salvataggio.
Oggi la situazione torna a generare preoccupazione: l’allarme nasce dal fatto che l’Assessore capitolino al Patrimonio e alle Politiche Abitative, Tobia Zevi, ha invitato i bagnanti, suscitando non poche polemiche, a verificare la presenza di eventuali abusi non sanati, annunciando possibili chiusure per gli stabilimenti non pienamente in regola.
Molti gestori, pur ritenendosi in regola grazie a sanatorie o autorizzazioni precedentemente rilasciate, rischiano comunque provvedimenti restrittivi, rendendo incerta la continuità del lavoro per i bagnini.
Questa condizione espone i lavoratori a un rischio enorme: firmare un incarico, iniziare la stagione e ritrovarsi improvvisamente senza lavoro mentre altri stabilimenti hanno già completato l’organico.
La precarietà colpisce chi svolge un servizio essenziale di sicurezza pubblica, aumentando stress e incertezza e sopratutto non garantendo l’incolumità dei bagnanti.
L’associazione chiede quindi maggiore chiarezza, tempi certi e strumenti di tutela per i lavoratori, affinché non siano le prime vittime di un sistema normativo ancora confuso.
Alessandro Rocca, referente della Sezione Lifeguard Italiani del Litorale Romano, sintetizza così la situazione: “È fondamentale che ogni percorso di riordino delle concessioni tenga conto dell’impatto occupazionale e garantisca continuità lavorativa ai bagnini”, aggiungendo che “La precarietà attuale mette a rischio la sicurezza sulle nostre spiagge e crea incertezza per chi ogni giorno garantisce la salvaguardia dei bagnanti”, e ancora “Chiediamo un intervento immediato per tutelare i lavoratori e stabilizzare le condizioni di lavoro”.
L’allarme lanciato dall’associazione evidenzia la delicatezza della questione: si tratta di protezione della sicurezza pubblica e di tutela occupazionale, due aspetti strettamente collegati e oggi messi a rischio dalle incertezze normative e dalle nuove procedure di concessione.
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