Un gravissimo atto di violenza ha sconvolto la serata di sabato scorso a Bracciano, trasformando un momento di svago in un incubo per decine di avventori. Intorno all’ora di punta del fine settimana, ignoti hanno lanciato una bomba molotov contro il Jumanji, noto cocktail bar situato in Via Principe di Napoli.
Solidarietà al locale per il secondo attentato in pochi mesi: titolare denuncia un clima da intimidazione mafiosa
L’ordigno incendiario è stato scagliato mentre il locale era in piena attività, puntando deliberatamente a colpire non solo la struttura, ma a terrorizzare la clientela composta da giovani, lavoratori e intere famiglie.
Si tratta del secondo attentato dinamitardo che colpisce l’attività nell’arco di pochi mesi, delineando uno scenario di persecuzione criminale che ha sollevato un’ondata di sdegno e preoccupazione in tutto il quadrante nord della provincia romana.
La dinamica dell’attacco e il precedente
L’azione di sabato scorso non è stata una bravata isolata, ma un’aggressione pianificata con modalità paramilitari. Mentre la vita notturna di Bracciano scorreva regolarmente, l’esplosione della molotov ha squarciato la tranquillità di Via Principe di Napoli, provocando fiamme immediate e un fuggi fuggi generale tra i tavoli.
Questo episodio segue un primo tentativo avvenuto pochi mesi fa, quando il locale era stato già preso di mira. Se in quella prima occasione l’obiettivo sembrava essere il danneggiamento della struttura per scopi puramente materiali, questo secondo colpo ha alzato il tiro, colpendo nel momento di massima affluenza per massimizzare l’impatto psicologico e il clima di terrore collettivo.
Le parole del titolare: “Questo è il linguaggio della mafia”
Mirko Romitelli, titolare del Jumanji Bracciano, ha rotto il silenzio con una denuncia durissima affidata ai canali ufficiali e ai social, parlando apertamente di violenza organizzata. “Non è una bravata, è intimidazione”, ha dichiarato l’imprenditore, sottolineando come l’attacco sia stato rivolto verso persone innocenti per lanciare un segnale chiaro alla proprietà e alla comunità.
Romitelli ha descritto l’accaduto utilizzando termini pesanti come “mafia” e “intimidazione del fuoco”, evidenziando che quando il fuoco entra nella quotidianità di una città, il problema riguarda l’intero tessuto civile. Nonostante la gravità dei fatti, la proprietà ha ribadito la volontà di continuare a lavorare, chiedendo però consapevolezza e risposte concrete da parte dello Stato.
La reazione della comunità e delle istituzioni
L’attentato ha scosso profondamente l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Crocicchi, portando il tema della sicurezza urbana in cima all’agenda politica locale. La solidarietà è giunta da diversi fronti istituzionali, con la ferma condanna di un gesto definito “vile” e volto a minare la legalità di una città splendida e operosa.
La cittadinanza, turbata dalla reiterazione degli attacchi, si interroga ora sulla tenuta dell’ordine pubblico in un territorio che solitamente non è abituato a simili esplosioni di violenza criminale. La vicinanza espressa al sindaco e alla comunità punta a isolare i responsabili, ribadendo che a Bracciano non può esserci spazio per chi pratica l’odio politico e criminale attraverso le armi.
Indagini in corso e responsabilità delle autorità
Tutti i dettagli relativi all’attentato sono stati formalmente denunciati alle forze dell’ordine, che ora hanno il compito di analizzare le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e raccogliere le testimonianze dei presenti. Gli investigatori non escludono alcuna pista, sebbene il modus operandi suggerisca una volontà punitiva e intimidatoria molto specifica.
La responsabilità delle autorità competenti è ora quella di risalire agli autori materiali e ai mandanti di questo doppio attacco, per restituire tranquillità a una comunità che non vuole arrendersi alla paura. La libertà di fare impresa e la sicurezza di chi frequenta i luoghi della socialità rimangono i pilastri su cui le istituzioni promettono di agire con la massima determinazione.
Ad esprimere vicinanza al sindaco Marco Crocicchi e alla città in queste ore, la consigliera regionale PD Michela Califano, che ha definito l’attentato un gesto vile che suscita turbamento e ha chiesto che i responsabili vengano individuati al più presto per difendere il tessuto civile di Bracciano.



















