Dramma sfiorato al Parco di Acilia dove un albero ad alto fusto è precipitato al suolo mercoledì sorso 29 gennaio, a pochi passi da un muretto dove spesso sostano i ragazzi che frequentano le scuole medie situate in prossimità dell’area verde.
Dramma sfiorato al Parco di Acilia diventata una zona ad alto rischio per residenti e frequentatori dell’area verde
“Quell’albero è venuto giù come una mannaia e avrebbe potuto uccidere chiunque si fosse trovato sulla sua traiettoria di caduta -dice ancora sconvolta Elisabetta Agomeri che risiede in zona da anni.
“Il Parco Arcobaleno è un’area frequentata anche dai bambini accompagnati dalle mamme alla vicina scuola materna, per non parlare degli alunni dell’Istituto comprensivo Aristide Leonori che si affaccia dell’altra parte di una zona sorta tra i palazzi all’inizio degli Anni Duemila e travolta da un degrado progressivo, nonostante il tentativo, da parte di alcuni abitanti, di mettere a dimora delle piante decisamente più piccole delle altre”.
Gli alberi più alti sono tutti apparentemente in pessime condizioni. Sembrano secchi e anche a primavera le chiome che si riempivano di fogliame appaiono disadorne, non più capaci di offrire ristoro all’onda montante del calore estivo.
Uno schianto a ciel sereno tra macchie di colore blù
Sinora nulla avrebbe fatto presagire che le centinaia di persone che passano per il parco lo facessero a loro rischio e pericolo e senza che il servizio giardini del X Municipio abbia battuto un colpo sebbene i tronchi siano stati segnati con la vernice blù.
Ma con quale significato? Si tratta di un censimento propedeutico alla loro sistematica eliminazione, oppure di una sorta di bollino che ne ha certificato la sicurezza dal punto di vista statico e, in quest’ultimo caso, commettendo un gravissimo errore per non avere previsto la pericolosità dell’esemplare schiantatosi a terra?
“Non sono un’agronoma e non sono in condizione di dire perché gli alberi siano stati marchiati in quel modo ciò che posso dire con certezza -prosegue Elisabetta- è che nel parco veniamo spessissimo anche per far passeggiare i nostri cani”.
“L’unico problema è che all’interno i giardini sono illuminati solo da due lampioni. Troppo poco per evitare che, quando fa buio, sia anche mal frequentato. La notizia dell’albero ha fatto il giro del quartiere e sulle prime pensavamo fosse stata fatta confusione con analoghi episodi accaduti in questi giorni di maltempo in altri quartieri di Roma”.
Eh si perché ormai la metropoli assomiglia a una gigantesca superficie dove si gioca a Shangai utilizzando, al posto degli stecchini, le piante ad alto fusto mettendo, purtroppo, in palio la pelle delle persone.
Non si tratta di episodi isolati, ma di una situazione che ha ormai oltrepassato il limite della decenza se si considera che il 4 gennaio scorso un pino alto 20 metri è venuto giù a pochi passi dal Colosseo nel cuore di Roma.
Non parliamo della foresta Amazzonica, ma di via dei Fori Imperiali, una delle arterie più frequentate della metropoli sia da turisti sia da residenti e per di più all’altezza del punto informativo situato all’incrocio con via del Tempio della Pace, a circa 100 metri da largo Corrado Ricci, una zona ad alto flusso pedonale.
Tornando al Parco Arcobaleno la vicinanza della nuova Stazione Metromare di Acilia Sud Dragona ha solo in parte risolto il problema dei pendolari che un tempo lo attraversavano per raggiungere l’unica fermata del quartiere. Adesso, infatti, possono transitare lungo via di Saponara che è illuminata sino alle prime ore del mattino. Il che non giustifica il fatto che l’indice di rischio che grava sull’intera area sia minimamente scalfito.
Cosa sta uccidendo gli alberi di Acilia?
Oltre alle scuole l’area verde fa da anfiteatro ai centri commerciali del Quadrifoglio ed è caratterizzata da un continuo viavai su cui ora pende una spada di Damocle che dovrebbe essere oggetto di un intervento di messa in sicurezza da parte degli uffici amministrativi competenti.

“La verità bisogna dirla tutta -chiosa Elisabetta- il degrado del Parco è anche figlio del malcostume e del vandalismo che ormai sembrano diffondersi a macchia d’olio in tante parti di questa zona posizionata a ridosso del litorale romano e della metropoli in senso più ampio”.
Difficile capire, intanto, le ragioni che abbiano contribuito a minare la salute degli alberi presenti nel parco. Qualcuno ha ripreso con la telecamera l’intensa attività negli interstizi delle cortecce delle cimici carabiniere, insetti dal manto rosso e nero che ricordano i colori dell’Arma e quelli delle coccinelle.

Ma si tratta di una falsa pista questi parassiti anche se si nutrono anche della linfa estratta dalle specie vegetali è innocua, sia per l’uomo sia per l’ambiente, soprattutto a differenza della cocciniglia tartaruga che ha segnato il destino letale di moltissimi pini che si trovavano a ridosso di Ostia e dei quartieri limitrofi.
“La cosa più incredibile è che l’albero venuto lì ad Acilia a tre giorni dal crollo sia ancora lì come se nulla fosse accaduto“, protesta Daniela Saludri, Responsabile di parchi e aree verdi di Ecoitaliasolidale.
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