Poco prima della mezzanotte di ieri, venerdì 30 gennaio, la Casilina è stata il teatro di un inseguimento da parte dei Carabinieri della Stazione Roma Alessandrina, per bloccare la fuga a tutta velocità un’auto a noleggio. Alla guida un uomo con un carico di contanti, provento di un presunto colpo con la tecnica delle ricetrasmittenti.
E’ caccia al complice della banda dei ricetrasmittenti: nell’auto abbandonata kit per furti e tre radio professionali
I fatto all’altezza del civico 1050 della via Casilina dove il conducente della fiat, non appena ha incrociato lo sguardo dei militari e i lampeggianti blu della pattuglia, ha capito di non avere via d’uscita ed ha arrestato bruscamente il veicolo, intestato a una società di noleggio, è sceso rapidamente dandosi alla fuga a piedi tra i vicini palazzi e le aree non illuminate, riuscendo a far perdere le proprie tracce.
La pioggia di contanti durante la fuga
L’agitazione del fuggitivo è stata tale da indurlo a compiere un errore grossolano durante il tentativo di sottrarsi all’arresto. Nella corsa disperata per seminare i Carabinieri, al soggetto è sfuggita alla presa una consistente somma di denaro.
Una pioggia di denaro che i militari hanno recuperato e che erano rimaste sull’asfalto come prova evidente del colpo appena messo in atto e che ha trasformato un normale controllo stradale in una complessa indagine per ricettazione e possesso di strumenti atti a offendere.
La perquisizione veicolare, effettuata subito dopo l’abbandono del mezzo, ha infatti portato alla luce un vero e proprio kit del perfetto scassinatore. Oltre a diversi arnesi atti allo scasso, i militari hanno rinvenuto tre radio ricetrasmittenti, che ha immediatamente suggerito l’esistenza di complici e la necessità di comunicare su frequenze private per sfuggire alle intercettazioni o per coordinare intrusioni in abitazioni o attività commerciali della zona.
Rilievi scientifici e indagini sulla Panda
L’auto utilizzata per il raid, una Fiat Panda bianca, è risultata essere di proprietà di una ditta di noleggio, una tecnica sempre più utilizzata dalla criminalità per rendere difficile l’identificazione del conducente abituale.
Tuttavia, il veicolo è stato posto sotto sequestro insieme agli attrezzi e al denaro. Gli esperti della scientifica sono ora al lavoro per effettuare i rilievi dattiloscopici all’interno dell’abitacolo e sulle ricetrasmittenti, cercando impronte digitali o tracce biologiche che possano essere confrontate con i database delle forze dell’ordine. L’obiettivo è dare un nome e un cognome al fuggitivo che ha seminato il panico sulla Casilina.


















