Domenica sera, il buio di una piazza e la pioggia battente, sono diventati la scenografia perfetta per un’estorsione mascherata da incidente stradale. Ma non c’è stato alcun rumore di lamiere, solo la voce ferma di una donna che, con estrema freddezza, ha accusato un’automobilista di averle danneggiato la vettura durante la manovra.
Segnalazioni incrociate della truffa sui social, descrivono una donna in azione tra le strade del quartiere: la fuga della vittima salvata da una finta chiamata ai Carabinieri
Domenica 25 gennaio, intorno all’ora di cena, il quartiere Quadraro è diventato teatro di un odioso episodio di sciacallaggio urbano. Mentre la pioggia cadeva fitta su Piazza dei Tribuni, una residente è stata avvicinata da una giovane donna, circa trent’anni, che con tono accusatorio ha sostenuto di aver subito un urto alla propria vettura.
La dinamica è quella classica della “truffa del parcheggio”, ma con un’aggravante psicologica: lo sfruttamento delle condizioni meteo avverse e dell’oscurità per disorientare la vittima e indurla a una transazione immediata in contanti per un danno, in realtà, mai avvenuto.
E’ l’ultimo episodio di truffa del parcheggio avvenuto nel quartiere Quadraro, finito nel mirino di una seriale che punta alla vulnerabilità psicologica dei residenti. La tecnica è collaudata: la donna attende che le vittime risalgano in auto, preferibilmente donne sole e meglio ancora se di sera.
La testimonianza: “Ho ceduto per paura”
A raccontarlo una conducente, che è stata costretta a pagare per un danno inesistente, spinta dal timore e dalla confusione generata dal maltempo.
“Avevo paura e le ho dato i soldi”, confessa la vittima nel suo sfogo sui social. Il senso di vulnerabilità, acuito dal fatto di trovarsi da sola a riprendere l’auto di fronte al parco, ha giocato a favore della truffatrice. La vittima ha scelto di pagare per chiudere rapidamente una situazione che percepiva come pericolosa, salvo poi rendersi conto, una volta al sicuro, che il danno lamentato era totalmente inesistente. Il suo racconto è diventato immediatamente virale nei gruppi di quartiere, trasformandosi in un monito per tutti i cittadini.
L’antefatto e la recidiva
Non si sarebbe trattato di un caso isolato. A poche ore di distanza e sempre nel quartiere in Viale dei Consoli, la stessa giovane donna ha tentato di replicare il copione con un’altra automobilista.
Anche in questa circostanza la vittima designata era una donna sola. Tuttavia, l’esito è stato differente: la seconda potenziale vittima, intuendo l’inganno, ha mantenuto il sangue freddo e ha simulato una chiamata ai Carabinieri. La reazione della truffatrice è stata immediata: la donna si è dileguata rapidamente, confermando la natura illecita delle sue pretese.
Come difendersi e segnalare
Secondo le denunce raccolte via web, la sospettata – una donna di circa 30 anni -, sarebbe ancora attiva nella zona del Quadraro, per questo nella nota di denuncia ai residenti l’utente consiglia la massima prudenza: in caso di presunto urto, è fondamentale non consegnare mai denaro contante sul posto.
La procedura corretta prevede sempre la compilazione della constatazione amichevole (CID) o, in caso di insistenza o atteggiamenti aggressivi della controparte, la richiesta d’intervento delle forze dell’ordine sul posto. La truffa si nutre della fretta e del timore; fermarsi a riflettere e impugnare il telefono per chiamare il 112 è la difesa più efficace.
















