Morto sotto la metro a Roma: il dramma di Davide, figlio di Oreste Lionello

Chi era Davide Lionello: il lavoro come doppiatore e la malattia, fino al dramma estremo

Oreste Lionello col figlio Davide

L’uomo morto sotto la metro ieri a Roma è Davide Lionello, terzogenito del famoso attore e doppiatore nonché star del Bagaglino Oreste Lionello. Davide è morto a 52 anni  alla fermata Subaugusta della linea A della metropolitana. Un nome che riporta subito a una voce amatissima dal grande pubblico, ma che dietro al cognome custodiva una storia complessa e fragile.

Chi era Davide Lionello: il lavoro come doppiatore e la malattia, fino al dramma estremo

Davide era nato nel 1973, dentro una famiglia in cui si viveva di spettacolo. In casa Lionello il lavoro creativo faceva parte della quotidianità: copioni sul tavolo, voci che si intrecciavano, prove che iniziavano senza bisogno di annunci, vip a tavola.

Davide aveva sei fratelli, cinque avuti dal matrimonio tra Oreste e la moglie Eliana e una sorella fuori dal matrimonio riconosciuta da grande. Il primogenito, il regista Fabio Lionello, i doppiatori Cristiana e Alessia e l’attore Luca Lionello. Anche Davide aveva scelto la strada del doppiaggio, ma purtroppo è stato vinto dal suo disagio psichiatrico.

Il dramma ha sconvolto la sua famiglia e chi lo conosceva

Una vita segnata dalla passione per l’arte e dalla sofferenza interiore. Fino alla fine, ha scelto di seguire le orme del padre, lavorando come doppiatore e prestando la sua voce a personaggi iconici come Charlie Custer in Holly e Benji e Chunk nei Goonies.

Tuttavia, la sua vita è stata segnata da un lungo percorso di lotta contro il bipolarismo, una malattia psichiatrica con cui ha dovuto convivere per anni.

Nonostante fosse in cura, le sue condizioni sono peggiorate. La famiglia ha dichiarato che, da tempo, Davide era ricoverato presso una clinica a Roma, ma che negli ultimi mesi la sua condizione sembrava essere peggiorata. “Gli avevano diagnosticato il bipolarismo e da anni era in cura, ma negli ultimi tempi aveva perso la voglia di vivere”, ha raccontato la sorella Alessia.

Un dramma che apre il dibattito sulla cura e la gestione delle malattie psichiatriche
La tragedia ha sollevato numerosi interrogativi, soprattutto riguardo alla gestione delle malattie psichiatriche e alla cura dei pazienti.

Le parole della sorella

La sorella di Davide ha denunciato la sua uscita dalla clinica senza apparente permesso: “Non sappiamo come sia potuto uscire, e questo ha scatenato la nostra rabbia. Il suo stato di salute era fragile, e abbiamo chiesto cambiamenti nel trattamento, ma non siamo stati ascoltati”.