Sono state le luci blu dei lampeggianti a squarciare il buio dell’alba di oggi domenica 25 gennaio, presso la barriera di Monte Porzio Catone alle porte di Roma, trasformando lo snodo autostradale nel teatro di una massiccia operazione di polizia giudiziaria. Ottanta ultras laziali, di rientro dalla trasferta di Lecce, sono stati accerchiati e bloccati dagli agenti dopo una notte di tensione lungo l’autostrada A1.
Sequestrato un vero e proprio arsenale di coltelli, caschi e fumogeni agli ultras laziali, braccati dopo un violento confronto con i tifosi del Napoli
Non si è trattato di un normale controllo stradale, ma di un intervento scattato a seguito di gravi disordini registrati poche ore prima, che hanno richiesto l’impiego della Polizia Scientifica e di numerosi contingenti della forza pubblica per identificare ogni singolo passeggero della carovana.
L’antefatto e lo scontro nel frusinate
La miccia che ha fatto scattare l’allarme è stata accesa nel territorio del frusinate lungo l’autostrada del Sole. Secondo le ricostruzioni fornite dalle autorità, si sarebbe verificato un confronto violento tra la tifoseria laziale e gli ultras del Napoli, che viaggiavano lungo la stessa arteria autostradale.

La notizia dello scontro ha immediatamente attivato un piano di monitoraggio in progressione, permettendo alla Polizia Stradale di seguire gli spostamenti del gruppo laziale, che viaggiava a bordo di auto private e van, mentre risaliva la penisola verso la Capitale.
La manovra elusiva e il blocco al casello
I tifosi, verosimilmente consapevoli dei possibili controlli presso i principali varchi d’ingresso di Roma, hanno tentato di eludere le forze dell’ordine dirigendosi verso la barriera di Monte Porzio Catone.
Tuttavia, la Questura ha rimodulato tempestivamente i servizi, inviando sul posto in pochi minuti, gli equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. Alla vista degli agenti, alcuni occupanti di un van hanno cercato di sbarazzarsi di prove compromettenti, lanciando lungo il ciglio della strada coltelli da cucina e altri oggetti pericolosi e contundenti. Tutto il materiale è stato recuperato e sequestrato, mentre i sospettati sono stati accompagnati in Questura per la trattazione dei profili di polizia giudiziaria.

Inseguimenti e ritrovamenti in città
L’operazione non si è limitata al solo casello autostradale. Ulteriori gruppi di tifosi, che viaggiavano a bordo di un pullman, sono stati intercettati nella zona di Piazza Don Bosco. Anche in questo caso, alla vista della Polizia, i supporters hanno tentato di sottrarsi ai controlli dandosi alla fuga.
E’ scattato a quel punto il rintraccio di alcuni passeggeri, trovati in possesso di taglierini e petardi. All’interno del pullman, successivamente bloccato dagli equipaggi della Questura, è stato rinvenuto un vero e proprio arsenale: caschi, aste e altro materiale pirotecnico pronto al sequestro.
Conseguenze legali e provvedimenti DASPO
La posizione degli 80 identificati è ora al vaglio degli inquirenti. La ricostruzione dettagliata del violento confronto avvenuto con la tifoseria napoletana sarà fondamentale per determinare le responsabilità individuali.
Oltre alle eventuali comunicazioni all’Autorità Giudiziaria per il possesso di armi e oggetti atti ad offendere, nei confronti dei soggetti coinvolti è già stata avviata la procedura per l’adozione del provvedimento del Daspo.


















