Pesta un ragazzino fuori della scuola media Winckelmann di Roma. Il papà: “Dall’istituto nessuna solidarietà”

Pesta un ragazzino fuori della scuola media Winckelmann vicino a piazza Bologna, i genitori presenteranno denuncia ai carabinieri

Sentirsi soli di fronte ad atti di bullismo che degenerano in vere e proprie aggressioni fisiche. Un alunno di terza della scuola media Winckelmann, sull’omonima piazza del quartiere Italia vicino a piazza Bologna, è stato tempestato di pugni sul viso davanti all’ingresso, pochi minuti dopo lo squillo della campanella.

Pesta un ragazzino fuori della scuola media Winckelmann vicino a piazza Bologna, i genitori presenteranno denuncia ai carabinieri

E ’accaduto oggi, martedì 20 gennaio, a Valerio aggredito alle spalle da un coetaneo che neppure conosceva. A detta di altri genitori era già noto per la sua eccessiva esuberanza e per alcuni atteggiamenti border line, forse dovuti a problemi familiari. Un mix esploso in un attacco senza senso, partito dallo studente di un’altra classe che pratica il pugilato.

Per Valerio e i suoi genitori si è trattato di un vero e proprio shock, alimentato anche dalle terribili notizie circolate in questi giorni dopo i gravi fatti accaduti al liceo di La Spezia dove è stato accoltellato a morte il 19enne Youssef Abanoub.

Il silenzio della dirigenza scolastica

Sono le sei di questo pomeriggio -dice a canaledieci.it Pier Paolo, il papà dell’adolescente aggredito- e nessuno mi ha ancora contattato dalla scuola che avrebbe dovuto tutelare mio figlio, a prescindere dai centimetri che la separano dal punto in cui Valerio è stato colpito ripetutamente”.

 “Mi trovo con lui al pronto soccorso del Policlinico Umberto primo e tornerò dai carabinieri della stazione di Circonvallazione Nomentana per presentare, referto alla mano, una denuncia anche contro l’istituto se risulterà, come sostiene mio figlio che i fatti si sono verificati nel perimetro di competenza della Winckelmann”.

Sono incazzato e deluso. Perché è capitato a mio figlio, ma anche perché queste situazioni devono essere portate all’attenzione di tutti ed essere stroncate sul nascere per il bene collettivo. Poteva andare anche peggio. I fenomeni di ‘fight street’ e le aggressioni immotivate fuori dagli istituti sono anche frutto della scarsa sensibilità del personale sul problema della devianza giovanile” incalza il genitore.

L’isolamento sociale e il danno psicologico

Per fortuna in questo caso a fermare quei colpi è stato un altro genitore ma Valerio è tornato a casa tremante e piangente. Il danno psicologico sarà più grave di quello fisico, ma nessuno sembra curarsi del fatto che domani mio figlio non potrà tornare a lezione e non so neppure quanto tempo ci vorrà affinché lui possa superare questo bruttissimo momento”.

La sensazione peggiore è quella dell’isolamento. La mamma e il papà di Valerio hanno cercato di mettersi in contatto con la dirigente scolastica dell’Istituto ma senza riuscirci perché la preside è stata trattenuta fuori Roma a causa di un funerale. Mentre la vicepreside ha obbiettato di non poter fare nulla perché l’aggressione sarebbe avvenuta sul marciapiede e non all’interno della struttura educativa.

L’intenzione è di chiedere che sull’episodio venga fatta chiarezza e, entro i termini della legislazione penale che esclude l’imputabilità dei minori, in qualche modo giustizia.

Sono disposto a mettere da parte le carte bollate -prosegue Pier Paolo- ma solo se la scuola mi convoca con il genitore del ragazzino che ha aggredito mio figlio e adotta misure che ci restituiscano un livello adeguato di sicurezza”.

I pugni sono frutto di un’esplosione di rabbia, ma dietro c’è un problema di natura psicologica che richiede l’intervento di un insegnante di sostegno, anche perché quell’alunno ha già manifestato comportamenti preoccupanti di irrequietezza.”

In pochi sinora ci hanno manifestato la loro solidarietà attraverso i social. Anche il mio figlio più grande che adesso ha sedici anni ha praticato il pugilato nelle Fiamme Oro della polizia e non è certo una disciplina da demonizzare ma mi chiedo come mai nella palestra in cui si allena il 13enne che ha picchiato Valerio non si siano accorsi che probabilmente quello sport non è adatto a chi ha problemi caratteriali molto seri. Desidero -conclude Pier Paolo- che tutta la comunità sappia ciò che è accaduto affinché certe situazioni non si ripetano più”.

La dirigente scolastica scrive ai genitori di Valerio

La scuola, interpellata nel pomeriggio, ha precisato di aver fatto tutto il possibile per soccorrere il ragazzo aggredito, ma di non aver ancora potuto prendere posizione nel merito per consentire ai responsabili di approfondire la dinamica dei fatti.

In serata la dirigente scolastica Enrica Grigoli ha inviato una lettera ai genitori di Valerio in cui ha sottolineato di aver voluto, innanzitutto, seguire l’evoluzione delle cure per sincerarsi “delle sue condizioni“.

In merito ai gravi fatti accaduti oggi -aggiunge la preside rivolgendosi al papà e alla mamma del ragazzino aggredito- desidero rassicurarvi che è mia premura garantire che ogni passaggio sia gestito nel pieno rispetto delle procedure previste dal Regolamento di disciplina“.

Ritengo infatti che, a fronte di episodi di tale gravità, l’adozione delle corretta prassi regolamentare rappresenti l’unica via per istituire un percorso istruttorio inattaccabile e non impugnabile, a tutela della trasparenza e della validità di ogni provvedimento“.

“Per dare corso a questo iter e definire con precisione i contorni di questa vicenda , avrei necessità di ascoltare vostro figlio. Sarei lieta di svolgere il colloquio alla vostra presenza. Al fine di avere un quadro documentale completo già in fase istruttoria, ritengo inoltre opportuno acquisire eventuali certificati medici che vogliate sottoporre alla scuola“.

La professoressa Grigoli conclude l’email mettendosi a disposizione della famiglia già dalla giornata di domani, mercoledì 20 gennaio, per esaminare insieme quanto accaduto.

I fatti della Winckelmann sono, purtroppo, la cartina al tornasole di un’emergenza sociale che, in molti casi, sconfina nella devianza giovanile non solo nelle grandi metropoli del Paese, proprio alcuni giorni fa a Guidonia un 14enne è stato rapinato e pestato a sangue da una baby gang ed è finito in ospedale per le percosse ricevute.

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