Guai in vista per Lady Golpe, la bella donna dagli occhi blu che negli anni Novanta aveva spifferato un improbabile colpo di Stato in Italia, poi rivelatosi infondato. Rischia ora di fare di nuovo i conti con la giustizia per un’altra grossa bugia. La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Donatella Di Rosa, più nota come ‘Lady Golpe’, e ora sessantenne, per aver calunniato nei l’ex colonnello dei Ros, Massimo Giraudo.
Donatella Di Rosa, conosciuta come ‘Lady Golpe’ per le sue false rivelazioni su un colpo di Stato, accusata di calunnia e manipolazione delle prove contro l’ex colonnello del Ros Massimo Giraudo
La vicenda risale a febbraio-aprile 2024, quando Di Rosa ha sporto denuncia e reso dichiarazioni ai pubblici ministeri, sostenendo che Giraudo, dopo averla contattata per motivi di lavoro, le avrebbe inviato tramite WhatsApp messaggi sessuali espliciti e la avrebbe molesta, proponendo incontri e pratiche sessuali estreme.
Secondo l’accusa, la donna avrebbe ingiustamente accusato l’ex colonnello di atti persecutori e molestie, pur sapendo della sua innocenza.
Le accuse di Di Rosa avevano portato all’apertura di un procedimento a carico di Giraudo, ma le indagini hanno rivelato che la donna avrebbe alterato le prove a suo favore. In particolare, Di Rosa avrebbe cancellato circa 200 messaggi dal proprio telefono, modificando il contesto complessivo delle conversazioni con Giraudo, facendo sembrare molesti e non consensuali dei messaggi che, in realtà , si inserivano in un contesto di affettuosità e confidenze reciproche.
L’ex colonnello parte offesa
Il pubblico ministero ha indicato Giraudo come parte offesa, supportato dal suo avvocato, Roberto De Vita. Alla luce della richiesta di rinvio a giudizio, il giudice per le indagini preliminari ha fissato per il prossimo 14 maggio l’udienza preliminare.
Lady Golpe, chi è
Donatella Di Rosa è nota al grande pubblico fin dagli anni ’90, quando fu al centro di un’inchiesta per aver diffuso notizie infondate su un presunto colpo di Stato in Italia, attribuendo la responsabilità a militari, tra cui l’ex marito, un colonnello della Folgore.
Per tale vicenda, fu ribattezzata ‘Lady Golpe’. Nel 1993, le sue dichiarazioni vennero smascherate come infondate e, dopo un processo per eversione, estorsione e calunnia, Di Rosa fu condannata a 2 anni e 8 mesi di reclusione, pena successivamente ridotta dall’indulto.
L’avvocato De Vita ha commentato duramente l’accaduto, definendo il tentativo di delegittimare Massimo Giraudo un fallimento. “Un fallimento che cerca di colpire uno degli investigatori più importanti d’Italia, un uomo che ha contribuito in modo determinante a combattere la mafia e le stragi, e che ha garantito la difesa della democrazia e della giustizia“.
I telefoni dei due protagonisti sono stati restituiti dopo la conclusione delle indagini.

















