Erri Talone, la prima vittima del 2026 sul lavoro a Roma: chi era e i dati sugli incidenti mortali

Erri Talone, 41 anni, marito e padre di due bambine: la vita spezzata sul lavoro, tra affetti, ricordi e l’emergenza sicurezza

Erri Talone

Si chiamava Erri Talone, aveva 41 anni, era sposato e padre di due bambine. È lui la prima vittima sul lavoro del 2026 nel Lazio, morto nel primo pomeriggio di ieri, 13 gennaio, in un tragico incidente avvenuto nello stabilimento Grigolin in località Piombinara, a Colleferro. Talone, residente ad Artena, stava lavorando come mulettista all’interno dell’azienda trevigiana specializzata nella produzione di materiali edili.

Erri Talone, 41 anni, marito e padre di due bambine: la vita spezzata sul lavoro, tra affetti, ricordi e l’emergenza sicurezza

Secondo una prima ricostruzione, l’operaio stava spostando un trasformatore del peso di circa cinque tonnellate quando, per cause ancora in fase di accertamento, il carico si è improvvisamente ribaltato, schiacciandolo. L’uomo è morto sul colpo.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco di Colleferro supportati dall’autogru della sede della Rustica, necessaria per rimuovere la pesante apparecchiatura. I sanitari del 118, purtroppo, non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Lutto cittadino

La notizia ha scosso Artena e Colleferro. La sindaca di Artena, Silvia Carocci, si è recata subito sul luogo dell’incidente insieme ad altri amministratori comunali. “È un lutto gravissimo per la nostra città – ha dichiarato – che colpisce un giovane padre e marito, conosciuto e benvoluto da tutti. È uscito da casa per andare a lavorare e non è più tornato. Sono tragedie che non dovrebbero mai accadere e che invece continuano a ripetersi”.

Anche il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, ha fatto visita allo stabilimento per esprimere vicinanza alla famiglia della vittima e per seguire da vicino l’evolversi della situazione. In segno di cordoglio, sia Artena che Colleferro proclameranno il lutto cittadino.

Il saluto di un amico

“Buongiorno capoccio”. Così, per vent’anni, iniziavano le giornate di lavoro: fatica, risate, progetti e una promessa sempre uguale, tornare a casa tutti. Erri ci credeva davvero. E’ il ricordo di un amico sui social.

Poi – racconta – Erri aveva cambiato lavoro, felice di poter riposare un po’, dopo una vita passata a spezzarsi la schiena. Si era costruito tutto: una casa, una famiglia bellissima, le sue bambine. “Lo avevamo aiutato a montare la loro cameretta, perché Erri non era solo un collega: era uno di noi.

E ora resta una domanda che non trova risposta: “Che è successo, capoccio?”.
Proteggici da lassù, veglia sulla tua famiglia e ogni tanto fatti sentire”.

Lazio maglia nera nel 2025 negli incidenti mortali: si sono contate 83 vittime in 11 mesi

Secondo i dati diffusi dalla Cgil Roma e Lazio su base Inail, il 2025 si è chiuso con un triste bilancio: tutte le province laziali hanno registrato un aumento delle denunce di infortunio, con picchi a Roma e Frosinone (+8%). Particolarmente significativo l’incremento tra i lavoratori over 65 e tra i lavoratori extra UE.

Da gennaio a novembre 2025, gli incidenti mortali accertati sono stati 83, con un forte aumento delle vittime anziane.

Il Lazio – denuncia il sindacato – continua a essere la maglia nera. Serve intervenire subito su formazione, prevenzione e organizzazione del lavoro, evitando che le persone più fragili e più anziane siano esposte alle mansioni più pericolose”.

Quella di Erri Talone è la prima morte sul lavoro del 2026 nel Lazio – ha sottolineato la consigliera regionale Eleonora Mattia e dimostra come, con l’anno nuovo, si ripropongano problemi vecchi. Serve un impegno concreto e condiviso per rafforzare la cultura della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro”.

Durissima la presa di posizione della Cgil di Roma e Lazio e della Camera del lavoro Cgil Sud Pomezia Castelli: “È una strage quotidiana che non si ferma. Esprimiamo piena vicinanza ai familiari e chiediamo che le indagini chiariscano fino in fondo fatti e responsabilità, anche alla luce di altri gravi infortuni avvenuti con modalità analoghe sul territorio”.