Roma, quartiere Casal de’ Pazzi. È qui che un pusher romano classe ’79 ha messo in pratica un metodo che combinava astuzia e discrezione, difficile da intercettare senza un’osservazione attenta e capace di interpretare movimenti che rivelano più di quanto sembri. Il trucco era semplice: un piccolo nascondiglio mobile di cocaina viaggiante, uno scooter apparentemente innocuo, pronto a trasportare gli stupefacenti senza destare sospetti, mentre in casa venivano accumulati decine di migliaia di euro.
Scoperto il doppio nascondiglio del pusher e il metodo per occultare cocaina e crack e contanti: spaccio documentato con chat e video
Sono stati gli agenti della sezione Volanti della Questura di Roma, a notare l’uomo romano mentre armeggiava con il due ruote. Pochi movimenti vicino al primo nascondiglio: un tappo verde che il pusher aveva ricoperto di nastro isolante per occultare le dosi di cocaina, che hanno fatto scattare il controllo e permesso di mandare a rotoli lo spaccio di una mini partita do droga tra cui crack, nel sottosella del veicolo.
Il primo indizio: il denaro nel borsello
Dall’arresto con il sequestro iniziale di poco meno di mille euro però, è emerso un quadro più ampio. La somma, apparentemente modesta, ha infatti orientato gli investigatori verso un’indagine più approfondita sulla provenienza dello stesso denaro insieme alle modalità di occultamento della droga, legate a doppio filo nel metodo con cui il pusher gestiva il suo business.
Il tesoro nascosto in casa
Nell’appartamento dell’indagato, in una scatola nascosta all’interno dell’armadio della camera da letto, gli agenti hanno scoperto oltre 70mila euro in contanti, il probabile provento di un’attività di spaccio estremamente proficua con mezzi limitati, incluso il trasporto, appositamente studiato per sparire nel traffico come un qualsiasi residente che va a lavorare.
Il tesoretto di banconote di piccolo taglio, e chat e video per documentare lo spaccio
Le banconote poi, erano state suddivise in tagli medio-piccoli, una tecnica per rendere più difficile il rintraccio della provenienza illegale della somma ingente, legata allo spaccio continuativo e ben organizzato, che l’uomo documentava con smartphone e tablet rinvenuti dai poliziotti, e che contenevano chat di messaggistica, ma soprattutto video che riprendevano le modalità di occultamento della droga.
Sono state le conversazioni a confermare i contatti con i diversi acquirenti e mettore in evidenza la cura con cui il pusher cercava di proteggere sia il carico che il denaro. Tutti elementi, che hanno permesso alla Procura di Roma di coordinare l’indagine e richiedere le misure cautelari necessarie.
Convalida dell’arresto e sequestro preventivo
Alla luce delle evidenze, il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto e il sequestro preventivo della somma in contanti, finalizzato alla confisca. L’uomo è ora agli arresti domiciliari, mentre proseguono gli accertamenti per determinare con precisione l’origine del denaro e completare l’indagine sull’attività di spaccio.


















