Sciopero nazionale dei taxi con tanto di corteo di protesta a Roma. La giornata di agitazioni che, nel prossimo mese di gennaio, confluirà nella capitale è stata proclamata dalle principali associazioni di categoria per la mancata attuazione, da parte del Governo, della normativa indispensabile ad arginare in primis il fenomeno della concorrenza da parte delle vetture a noleggio con conducente (Ncc).
Sciopero nazionale dei taxi con corteo di protesta nella capitale, la categoria si ferma contro la mancata attuazione della legge di riforma del settore
Il prossimo 13 gennaio, la Capitale sarà teatro di un’adunata generale degli operatori del trasporto non in linea indetta a seguito di un vertice d’urgenza tenutosi lo scorso 29 dicembre. Al centro della mobilitazione, una richiesta perentoria al Governo: mettere fine all’incertezza normativa che sta paralizzando il comparto.
L’ombra del decreto monco
La scintilla che ha riacceso il conflitto riguarda le recenti sentenze sul foglio di servizio elettronico e il mancato completamento della Legge 12/2019.
Secondo i rappresentanti dei tassisti, il quadro attuale è un ibrido legislativo che favorisce l’illegalità e la concorrenza sleale.
“Il futuro lavorativo è appeso a un filo“, si legge nel comunicato congiunto delle sigle coinvolte
Il dito è rivolto contro le iniziative politiche e commerciali volte, a giudizio dei tassisti, a sanare l’operato delle multinazionali e dei servizi Nccc che operano fuori dalle regole.
Lo stallo europeo e il ruolo delle piattaforme
Il vero nodo del contendere è il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) sulla regolamentazione delle piattaforme di intermediazione digitale come Huber.
Il provvedimento è considerato il pilastro della riforma di settore varate nel 2019 ma è, attualmente, bloccato a Bruxelles. La Commissione Europea sta valutando il testo con occhio critico, ritenendolo potenzialmente in contrasto con i principi del diritto dell’Unione.
Un vuoto normativo, rilevano i promotori dello sciopero, in cui le grandi piattaforme digitali continuano a operare senza vincoli chiari, alimentando una tensione cronica tra taxi e Ncc e scaricando sui territori un disordine gestionale insostenibile.
Le richieste allo Stato
I sindacati chiariscono che non si tratta di una protesta ideologica, ma di una battaglia per la sopravvivenza professionale. La categoria chiede di riscrivere i decreti recependo le indicazioni della Corte Costituzionale e di sbloccare finalmente il DPCM sulle piattaforme. “Chi lavora ogni giorno sulla strada non può più vivere di rinvii e promesse” è il messaggio indirizzato al Governo sebbene i tassisti abbiano rispettato le nuove regole.
“Ora -rimarcano- tocca allo Stato garantirle, eliminando sovrapposizioni e zone grigie. Il 13 gennaio, Roma dirà se il dialogo è ancora possibile o se lo scontro è destinato a inasprirsi”
I comunicato congiunto è stato sottoscritto da Associazione Tutela Legale Taxi, Atitaxi, Claai, Consultaxi, Fast Confsal Taxi, Federtaxi Cisal, Or.s.a. Taxi, SATaM, Sitan,Sul Taxi, Tam, Ugl Taxi, UIL trasporti taxi, Filt Cgil, Unimpresa, Unione Artigiani, Usb Taxi, Uritaxi e Uti.
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