Con l’arrivo del 2026 torna uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti della storia antica e della città eterna: Archeologia in Comune, l’iniziativa promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali che, da gennaio a dicembre, apre al pubblico cantieri di scavo, monumenti e aree archeologiche solitamente riservate agli studiosi. Un’occasione unica per osservare Roma non solo come museo a cielo aperto, ma come organismo vivo, in continua ricerca, restauro e valorizzazione.
Come partecipare alle visite gratuite tra cantieri aperti, sepolcri millenari e culti segreti, svelati attraverso le voci dei suoi archeologi
Le visite guidate, condotte direttamente dagli archeologi della Sovrintendenza con il supporto dei servizi museali di Zètema Progetto Cultura, integrano il rigore scientifico con il racconto appassionante delle scoperte, delle tecniche di intervento e delle sfide quotidiane della tutela del patrimonio.
Un’iniziativa completamente gratuita per i possessori di MIC card o a tariffazione agevolata, per scoprire alcuni dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti della città in un calendario fitto che partirà il prossimo 7 gennaio 2026.
Cantieri ai Fori Imperiali: lo scavo di Via Alessandrina
Il primo appuntamento dell’anno, in programma mercoledì 7 gennaio 2026, conduce i partecipanti nel cuore pulsante della Roma imperiale: i Fori Imperiali. Qui sono attivi numerosi cantieri di scavo e restauro, finanziati anche con fondi PNRR, che stanno riscrivendo la conoscenza di quest’area straordinaria.
La visita è dedicata allo scavo di Via Alessandrina, la strada voluta alla fine del Cinquecento dal cardinale Michele Bonelli, detto l’Alessandrino, che tagliò in due l’antico Foro di Augusto. Gli archeologi della Sovrintendenza illustrano le indagini in corso, spiegando come la moderna ricerca stia riportando alla luce le diverse stratificazioni della città, dal Rinascimento all’età imperiale. Un’esperienza intensa, che permette di osservare Roma mentre si lascia lentamente svelare.
I Sepolcri repubblicani di via Statilia: storie di vita e di memoria
Domenica 11 gennaio 2026 è la volta dei Sepolcri repubblicani di via Statilia, un piccolo ma prezioso complesso funerario scoperto agli inizi del Novecento lungo l’antica via Celimontana. Cinque sepolcri, destinati prevalentemente al rito dell’incinerazione, raccontano attraverso le iscrizioni le vicende di uomini e donne della Roma repubblicana.
Accompagnati dall’archeologa Simonetta Serra, i visitatori scoprono come anche strutture apparentemente spoglie possano restituire emozioni profonde, evocando legami familiari, affetti e aspirazioni di oltre duemila anni fa.
Il Sepolcro degli Scipioni: alle origini di una grande famiglia romana
Sabato 10 gennaio 2026 apre le porte uno dei luoghi simbolo della Roma repubblicana: il Sepolcro degli Scipioni, lungo la via Appia Antica, all’interno delle Mura Aureliane. Costruito agli inizi del III secolo a.C. da Lucio Cornelio Scipione Barbato, il monumento conserva la memoria di una delle famiglie più illustri di Roma.

La visita guidata ripercorre la storia della scoperta avvenuta nel 1780 e accompagna il pubblico tra gallerie, sarcofagi e ambienti sotterranei, illustrando l’evoluzione del complesso fino all’età imperiale e le strutture annesse, come il colombario affrescato e la piccola catacomba.
Mitra e il suo culto misterico al Circo Massimo
Sabato 17 gennaio 2026 si scende nel mondo affascinante dei culti orientali con la visita al Mitreo del Circo Massimo. Scoperto nel 1931, il mitreo conserva ancora in situ le raffigurazioni della tauroctonia, il sacrificio del toro cosmico da cui, secondo il culto di Mitra, nasce la vita dell’universo.

La visita guidata conduce i partecipanti attraverso gli ambienti voltati del santuario, raccontando simboli, rituali e misteri di una religione riservata agli iniziati, diffusa tra soldati e funzionari dell’Impero.
Monte Testaccio: la prima discarica della storia
Domenica 18 gennaio 2026 l’archeologia incontra la storia dell’economia antica con l’ascesa al Monte Testaccio, il celebre “monte dei cocci”. Questo rilievo artificiale, formato tra il I e il III secolo d.C., è composto esclusivamente da frammenti di anfore usate per il trasporto dell’olio dalla Spagna.
La visita, accessibile anche alle persone sorde grazie alla traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS), racconta l’organizzazione dei commerci, la gestione dei rifiuti e la vita quotidiana della Roma imperiale, offrendo uno sguardo sorprendentemente moderno sul passato.
Come partecipare e come prepararsi alle visite
La partecipazione alle attività di Archeologia in Comune 2026 è gratuita o a tariffazione vigente, con ingresso gratuito per i possessori della MIC card. La prenotazione è sempre obbligatoria e va effettuata contattando il numero 060608, attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. In caso di disponibilità, è possibile aggiungersi anche il giorno stesso sul posto.
Per vivere al meglio le visite si consiglia di indossare scarpe chiuse e comode, di arrivare con qualche minuto di anticipo e di leggere attentamente le indicazioni specifiche di ciascun sito, soprattutto per quanto riguarda l’accessibilità e le condizioni meteo.

















