Lo scorso 8 settembre all’EUR, una giornata come tante stava per trasformarsi in una tragedia per Federico, un centauro di 24 anni, coinvolto in un grave incidente tra la sua moto e un taxi, all’incrocio tra viale Beethoven e via Liszt. Lo scontro violento ha sbalzato il giovane in sella alla sua Honda SH sull’asfalto, lasciandolo privo di sensi e in arresto cardiaco.
A settembre il grave incidente all’EUR, poi il lungo percorso clinico: Federico che oggi cammina con le stampelle, ha voluto riabbracciare Fabiola, l’infermiera che lo ha salvato
In quel momento, la fortuna o forse il destino, ha voluto che passasse di lì Fabiola Vicari, un’infermiera professionista in pausa pranzo dopo il turno di lavoro, che senza esitare, si è lanciata in strada per soccorrere il ragazzo, iniziando immediatamente le manovre di rianimazione.
Per oltre dieci minuti ha praticato il massaggio cardiaco, fino all’arrivo dei sanitari dell’ARES 118, riuscendo a far ripartire il battito prima che l’ambulanza trasportasse Federico in codice rosso al San Camillo.
Il percorso clinico e la battaglia per tornare a camminare
Da quel momento, è iniziato per Federico un lungo e duro percorso clinico, tra cure e riabilitazione. L’incidente aveva provocato gravi lesioni agli arti inferiori, e un intervento chirurgico di oltre dieci ore è stato necessario per salvargli le gambe. I mesi successivi sono stati pieni di fatica, dolore e fisioterapia, ma mai di rassegnazione.
Passato il pericolo, i genitori del giovane hanno sempre mantenuto viva la speranza e combattuto per far tornare in piedi Federico, ma per tutto questo tempo, hanno anche cercato di rintracciare e incontrare l’infermiera che aveva salvato loro figlio, restituendogli una seconda vita.
L’incontro a Natale
Finalmente, a distanza di due mesi, quel momento tanto atteso, e scelto non a caso durante le festività natalizie, è arrivato. Federico, ancora con le stampelle ma in piedi insieme alla sua famiglia, e Fabiola Vicari, si sono abbracciati al laghetto dell’Eur.

Un incontro emozionante tra lacrime, sorrisi e abbracci, che hanno scaldato la giornata fredda d’inverno, trasformando un momento di paura in una celebrazione di vita e speranza.
Le parole di ringraziamento si sono mescolate al racconto di quei momenti cruciali dell’8 settembre, quando ogni secondo contava. Per Fabiola, il gesto di soccorrere Federico era stato un dovere professionale, ma vedere ora il risultato del suo intervento, la gioia e la gratitudine della famiglia, è stata un’esperienza unica e irripetibile.
L’incontro di Natale, non ha chiuso solo un cerchio di dolore e paura, ma ha suggellato anche una nuova amicizia, fatta di stima e riconoscenza reciproca. Per Federico e la sua famiglia, il ricordo dell’incidente si intreccia ora con la gioia di aver ritrovato la persona che gli ha restituito la speranza. Per Fabiola, il sorriso di Federico rappresenta la ricompensa più grande, un promemoria di quanto il suo lavoro possa cambiare le vite.


















