Gli Animalisti italiani tornano a manifestare contro lo sfruttamento delle specie esotiche e da circo e si sono dati appuntamento, questa mattina, domenica 21 dicembre, di fronte al Circo Ronyroller di Stefano Orfei che ha allestito le sue vaste tende in via Boccea angolo via Torrevecchia, periferia est della capitale, dove presenterà i suoi spettacoli fino al 15 di febbraio.
Gli animalisti italiani a Boccea dove manifestano contro il circo Ronyroller che denuncia di essere ingiustamente sotto attacco
La protesta degli animalisti italiani contro lo sfruttamento delle specie da circo è ripresa con vigore nella periferia est della capitale
I partecipanti al sit-in ribadiscono il loro no a una “situazione inaccettabile” e chiedono alle istituzioni di tener fede agli impegni presi sul piano legislativo a fronte dell’ennesimo rinvio delle norme destinati al superamento del sistema attuale. Rinvio disposto dal governo con il varo del cosiddetto decreto legge “milleproroghe” che, puntualmente, a fine anno, mette una croce sopra agli adempimenti attuativi previsti da leggi quadro inerenti a numerosi settori normativi.
La protesta
Ed è polemica tra i manifestanti e gli addetti alle attività circensi che prevedono il coinvolgimento di animali addestrati che vivono permanentemente in condizioni di cattività.

“Non possiamo più accettare che la parola ‘spettacolo’ venga usata per giustificare la sofferenza”, sottolinea Walter Caporale, Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani.
“Ogni rinvio è una condanna per animali costretti a vivere in gabbia, addestrati con metodi violenti e privati della loro natura. Chiediamo che il superamento dei circhi con animali non resti sulla carta, ma diventi un fatto concreto e immediato”.

Tragici tentativi di fuga
Nel cahier des doléances denunciato dall’organizzazione figurano anche i tentativi di fuga dai circhi attivi nel nostro Paese di esemplari che poi pagano, spesso, con la vita il loro disperato anelito di riconquistare la libertà peraltro mai conosciuta.

Episodi molto recenti come quello quello del giovane cammello che era scappato dal suo recinto nel Circo nazionale di Lidia Togni di stanza nel quartiere di Fuorigrotta a Napoli all’inizio di quest’anno che era stato riportato nel suo recinto ma trovato senza vita il giorno successivo.
“Finché questo sistema verrà tollerato e definito intrattenimento, la responsabilità ricadrà su tutti”, è il monito lanciato alla collettività dagli autori della protesta.
La voce di chi lavora nel circo
Ma dall’interno del circo Ronyroller arriva, vibrante, la voce di chi la pensa in modo diametralmente opposto. Si tratta di Daniela Vassallo, madre di uno degli addetti alle attività che fanno da sfondo agli spettacoli previsti da un palinsesto che attira molte famiglie con bambini, soprattutto in un periodo come questo delle festività di fine anno.
“E continuiamo così? Per colpa di queste persone che vengono a manifestare di fronte al circo per il loro tornaconto personale di visibilità -attacca la donna- è stato scatenato un razzismo violento contro l’etnia circense e per colpa di questa gente qua noi viviamo in costante pericolo, compreso mio figlio che, in quanto addestratore di animali, è stato aggredito e vive costantemente sotto attacco”.
“Tutte queste organizzazioni traggono vantaggi economici, sotto il profilo tributario delle donazioni e del 5 per mille ma, guarda caso, quando si tratta di attaccare altre realtà effettivamente pericolose dal punto di vista sociale spariscono”, conclude Daniela che aggiunge: “durante la pandemia covid, nel corso della quale il circo Ronyroller è rimasto chiuso per due anni e tre mesi, nessuna associazione animalista e nessun animalista si è fatto vivo anche solo per chiedere notizie su come riuscissimo a gestire i nostri animali”.
“Tengo a precisare che non abbiamo avuto bisogno di alcun aiuto perché lo abbiamo fatto in autonomia. Rimane il segno di una grande ipocrisia perché quando poi abbiamo riaperto il botteghino sono risbucati fuori come dei topi dai tombini per tornare ad attaccarci“.

Ma la mobilitazione degli animalisti non si ferma un nuovo sit-in sempre di fronte al circo di Viale di Torre Maura è già in programma sabato 27 dicembre dalle ore 15.00 alle ore 18.00.
Il nodo legislativo
Con l’ultimo via libera del Senato alla conversione in legge del Decreto Milleproroghe, è stata posticipata l’emanazione del decreto legislativo per l’attuazione della Legge quadro numero 106/2022 sullo spettacolo, rimandando ancora una volta il graduale superamento dello sfruttamento di leoni, elefanti, tigri e tante altre specie animali sotto i tendoni dei circhi.
Il provvedimento era stato accolto come una svolta storica, ma quella che doveva essere una transizione rapida si è trasformata in una maratona burocratica. La scadenza per l’emanazione delle indispensabili disposizioni attuative della legge quadro varata tre anni fa e, inizialmente fissata per l’estate di quest’anno, è stata, infatti, ufficialmente prorogata al 31 dicembre 2026.
Lo slittamento di quasi un anno e mezzo congela di fatto, secondo gli animalisti, ogni progresso concreto. Si tratta a loro giudizio dell’ennesima promessa infranta da parte di una classe politica che sembra incapace di recidere il legame con una tradizione considerata ormai anacronistica.
Fondi pubblici e tradizioni contestate
Mentre la riforma strutturale rallenta, la macchina amministrativa non si ferma. Il Ministero della Cultura ha recentemente pubblicato il Decreto direttoriale n. 693 del 2025, che definisce i criteri per la distribuzione di fondi pubblici destinati alle attività dei circhi per il triennio 2025-2027.
Un paradosso che alimenta ulteriormente le polemiche: lo Stato, da un lato, legifera per superare il modello che si basa sull’impiego degli animali ma, dall’altro, continua a sostenerlo economicamente.
Un sistema anacronistico
Secondo i detrattori del sistema attuale, ogni proroga rappresenta una condanna per migliaia di animali nati e cresciuti in cattività, costretti a ritmi di addestramento basati sulla coercizione e a una vita passata tra gabbie e vagoni.

















