Risolvevano problemi altrui con la violenza: smantellato gruppo che sanava controversie con le estorsioni

Il business criminale messo in piedi da quattro uomini nella periferia est, passava dal consiglio alla minaccia e ai fatti con estorsioni di migliaia di euro

Veniva passato come un “servizio di mediazione privata” il business messo in piedi da quattro uomini nella periferia est della Capitale, che dopo aver promesso al cliente di risolvere la controversia privata, mettevano in pratica sistemi poco ortodossi per ottenere ingenti somme di denaro. Il meccanismo, sofisticato e ripetuto, generava intimidazioni, minacce ed arrivava addirittura all’uso delle armi.

Il business criminale messo in piedi da quattro uomini nella periferia est, passava dal consiglio alla minaccia e ai fatti con estorsioni di migliaia di euro

Promettevano di risolvere controversie tra privati, ma in realtà utilizzavano la violenza e la paura per ottenere ingenti somme di denaro. Questo il metodo dei presunti estorsori emerso dalle indagini su quattro uomini che svolgevano servizi di “vigilanza” su ordinazione.

Chi si trovava in una controversia privata poteva rivolgersi a loro in cerca di protezione o di una mediazione. Il prezzo richiesto era sempre elevato e, in caso di dissenso o ritardo nei pagamenti, gli indagati non esitavano a ricorrere alla minaccia o alla violenza fisica.

In alcuni casi, le intimidazioni avvenivano in pubblico, con spintoni o con la semplice esposizione di armi, per terrorizzare la vittima e chiunque osasse intervenire. Una strategia volta a consolidare il controllo e a far percepire ai clienti e agli esterni il potere del gruppo organizzato.

L’episodio che ha scatenato le indagini

Le indagini hanno preso avvio a seguito di un episodio particolarmente grave. Un uomo si era rivolto al gruppo per ottenere “giustizia privata” contro un presunto molestatore della figlia.

Il servizio richiesto, che prevedeva la mediazione tramite intimidazione, sarebbe costato inizialmente 15mila euro. Successivamente, però, la vittima era stata nuovamente minacciata per ulteriori 37.500 euro, 10.000 dei quali consegnati, con richieste legate alla cosiddetta “brutta figura” subita pubblicamente.

Il tutto in un incontro avvenuto all’interno di un esercizio commerciale in località Valle Martella che ha visto gli estorsori avanzare minacce e spintoni: una scena plateale messa in atto con la finalità di spaventare la vittima in presenza di clienti.

L’operazione dei carabinieri

Sono stati i carabinieri della Stazione di Colonna e della Compagnia di Frascati a ricostruire il modus operandi del gruppo, con un’attività investigativa durata oltre tre mesi scorsi, che ha combinato intercettazioni, pedinamenti e servizi di osservazione di tre indagati finiti in carcere, e di un quarto uomo attualmente sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le accuse a vario titolo includono estorsione aggravata in concorso, per la sistematicità e la gravità delle azioni.