La Totti Soccer School è stata condannata in via definitiva per lavoro senza tutele nei confronti di una collaboratrice storica. Una vicenda giudiziaria che ora rischia di aprire un nuovo fronte, con l’approdo della società davanti al Tribunale fallimentare per accertare la reale situazione patrimoniale della scuola calcio fondata da Francesco Totti, che a distanza di mesi dalla sentenza non ha ancora pagato il risarcimento riconosciuto dai giudici.
Lavora alla Totti Soccer School per dieci anni senza contratto né tutele, e vince la causa per 90 mila euro tra risarcimenti e arretrati mai pagati
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di contenziosi che negli ultimi anni hanno interessato la scuola calcio e il centro sportivo collegato. Le strutture sono state più volte al centro di dispute legali, in particolare durante la separazione tra Francesco Totti e l’ex moglie Ilary Blasi, con riflessi anche sulla gestione dell’impianto.
Nel 2023 una delle controversie aveva portato perfino alla chiusura temporanea dei cancelli, impedendo agli iscritti di allenarsi e provocando proteste da parte delle famiglie della scuola calcio fondata nel 2003 da Francesco Totti insieme alla sua famiglia, con l’obiettivo dichiarato di “formare uomini prima che calciatori” e ben presto diventata anche grazie al forte richiamo del nome dell’ex capitano della Roma, una delle realtà sportive più note del settore giovanile romano e laziale.
Ora, con il nuovo fronte giudiziario aperto, l’attenzione torna e resta ancora una volta alta, sulle possibili ripercussioni per una delle scuole calcio più conosciute della Capitale.
Dieci anni di lavoro senza contratto
Al centro della vicenda giudiziaria attuale, c’è una collaboratrice che per circa dieci anni ha lavorato all’interno della scuola calcio occupandosi della segreteria, delle iscrizioni e dei tesseramenti. Secondo quanto emerso nel corso del processo, la donna prestava servizio sei giorni a settimana, seguendo orari e direttive impartite dalla società.
Un’attività a tutti gli effetti continuativa e stabile che, secondo la ricostruzione dei giudici, presentava tutte le caratteristiche di un rapporto di lavoro subordinato.
La causa e il primo grado di giudizio
La collaboratrice ha quindi deciso di rivolgersi al tribunale dopo anni di attività svolta senza un contratto formale, senza ferie, senza malattia e senza uno stipendio fisso garantito. In primo grado il giudice ha riconosciuto la fondatezza delle sue richieste, stabilendo che il rapporto di lavoro non poteva essere considerato una semplice collaborazione, ma un impiego a tutti gli effetti. Da qui la condanna della società al pagamento delle differenze retributive maturate negli anni: complessivamente 90mila euro.
L’appello e la conferma della condanna
nell’evoluzione del procedimento, nonostante il ricorso in appello della Totti Soccer School, la Corte d’Appello di Roma ha confermato la decisione di primo grado. La sentenza ha riconosciuto alla donna i 90mila euro tra risarcimento e differenze retributive oltre, naturalmente, le spese legali e l’accoglimento della richiesta di reintegro a lavoro.
Pagamenti non effettuati e nuovi rischi giudiziari
La sentenza è diventata definitiva nel mese di ottobre, ma secondo quanto risulta i pagamenti non sarebbero ancora stati effettuati. Una situazione che ha spinto l’avvocata della collaboratrice a presentare un’istanza che potrebbe portare la società davanti al Tribunale fallimentare. In quella sede, la Totti Soccer School dovrà dimostrare di essere in grado di far fronte agli obblighi economici stabiliti dai giudici.

















