Rsa, meno spese per le famiglie: la Regione Lazio aumenta i contributi e la soglia Isee

Dal 2026 più famiglie esentate e meno spese per i Comuni sulle Rsa grazie all’aumento della soglia Isee

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Foto di repertorio

Dal primo gennaio 2026 cambiano le regole per i contributi di Comuni e famiglie destinati alle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e alle attività riabilitative in regime residenziale e semiresidenziale.

Dal 2026 più famiglie esentate e meno spese per i Comuni sulle Rsa grazie all’aumento della soglia Isee

Su proposta dell’assessore ai Servizi sociali Massimiliano Maselli, la Giunta regionale guidata da Francesco Rocca ha deciso di ridurre la quota di compartecipazione alle spese sociali, sia per i cittadini sia per le amministrazioni locali.

Cosa cambia per le famiglie

Attualmente l’esenzione dal pagamento della quota sociale riguarda le famiglie con reddito Isee fino a 5.000 euro. La nuova disposizione porta questa soglia a 20.000 euro, ampliando sensibilmente il numero di nuclei familiari che non dovranno contribuire alle spese per le Rsa. “Si tratta di un segnale di grande attenzione alle famiglie con anziani o persone fragili in casa”, ha reso noto Maselli.

Cosa cambia per i Comuni

Fino a oggi, i piccoli Comuni (meno di 5.000 abitanti) coprivano solo il 30% della spesa, mentre gli altri comuni contribuivano per il 50%. Dal 2026 la quota regionale destinata ai Comuni più grandi passa al 60%, alleggerendo così l’onere per le amministrazioni locali del 10%. Maselli definisce la misura “una boccata d’ossigeno per i bilanci comunali”.

I numeri della manovra

Secondo l’assessore, l’incremento della compartecipazione regionale comporterà un aumento complessivo della spesa sociale di circa 28 milioni di euro, che verranno trasferiti ai distretti entro la fine del 2025.

Sul fronte delle politiche sociali, la Giunta manterrà anche nel 2026 i finanziamenti destinati a ridurre le liste d’attesa per i progetti “Dopo di noi” e le case-famiglia per persone con disabilità. Lo stanziamento sarà di 23 milioni di euro, di cui quasi 19 destinati a Roma Capitale, che potrà così riaprire i bandi bloccati per carenza di fondi.