L’omicidio di nonna Gabriella ad Acilia, il nipote: “L’ho uccisa col martello, mi dava del nullafacente”

Lorenzo Vitali confessa l’omicidio della nonna e parla di un passato difficile, mentre proseguono gli accertamenti sul movente: oggi l'interrogatorio in carcere

Lorenzo Vitali in un momento felice con la nonna Gabriella

Si terrà in mattinata a Regina Coeli l’interrogatorio di garanzia di Lorenzo Vitali, il trentenne di Acilia arrestato sabato con l’accusa di aver ucciso a martellate la nonna, Gabriella Amari, 80 anni, e di aver aggredito con la stessa arma il compagno della madre.

Lorenzo Vitali confessa l’omicidio della nonna e parla di un passato difficile, mentre proseguono gli accertamenti sul movente: oggi l’interrogatorio in carcere

Il giovane dovrebbe rispondere alle domande degli inquirenti dopo le ammissioni fatte agli agenti della Squadra Mobile che lo hanno arrestato a Roma poco dopo la mattanza.

Gli investigatori intendono chiarire diversi punti, a partire dal movente: Vitali avrebbe parlato di una lite improvvisa e del rancore per maltrattamenti subiti per anni. Su queste affermazioni, riferite dall’indagato, però, non risultano al momento riscontri, né precedenti denunce. Non risulterebbero neanche nel passato emergenze psichiatriche.

Secondo quanto ricostruito finora, due giorni prima del delitto il trentenne avrebbe preso una stanza in un B&B della zona, sostenendo di voler stare distante dall’abitazione di famiglia.

Non è chiaro perché avesse scelto una sistemazione alternativa pur risultando residente nell’appartamento di via Giuseppe Molteni dove si è consumato l’omicidio della nonna e subito dopo il tentato omicidio del compagno della madre.

Vitali agli investigatori ha riferito anche di avere in Svizzera una compagna e una figlia di tre anni: la donna verrà ascoltata nei prossimi giorni, così come la madre, nella mattinata dell’orrore di turno come infermiera all’ospedale Sant’Eugenio.

La ricostruzione dell’omicidio e del tentato omicidio

Erano da poco passate le 8.30 di sabato 6 dicembre quando, entrando in casa con le proprie chiavi, Vitali si sarebbe trovato davanti la nonna nella cucina dell’appartamento. Tra i due sarebbe nato un breve scambio verbale, poi l’aggressione con un martello. Gli investigatori ritengono che non si sia trattato di un gesto d’impeto: l’anziana sarebbe stata colpita ripetutamente, senza possibilità di difesa.

Dopo averla uccisa, il 30enne si sarebbe diretto nella stanza della madre, dove ha poi aggredito il compagno della donna. Quest’ultimo, ferito e sanguinante, è riuscito a fuggire scalzo in strada e a chiedere aiuto in un bar.

L’arma buttata via e la fuga

Il trentenne dopo essersi allontanato dall’abitazione ha buttato via il martello. Salito su un treno diretto verso Roma, è stato geolocalizzato tramite il cellulare dagli agenti. Una volta giunto alla fermata San Paolo della metro, ha chiamato il 112 dichiarando di voler consegnarsi: “Venitemi a prendere“, avrebbe detto agli operatori.

Negli uffici della Squadra Mobile, l’uomo si è mostrato calmo, seppure confuso. Avrebbe riferito – sempre secondo il suo racconto – di una lunga storia di tensioni familiari. “Mi hanno sempre definito un nullafacente, un inconcludente, non potevo più accettarlo“. La difesa sta valutando una perizia psichiatrica.