Fin nel cuore della Capitale l’impero di un imprenditore costruito grazie a reti criminali: sequestrati 25 milioni di euro

L'indagine tra Roma e Frosinone della Fiamme Gialle, con il maxi sequestro di società, conti e beni di un imprenditore ritenuto pericoloso e recidivo

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Immagine di repertorio

E’ scattata in queste ore l’importante operazione delle Fiamma Gialle, che si è conclusa con il sequestro preventivo di beni per un valore complessivo superiore ai 25 milioni di euro,  nei confronti di un imprenditore considerato socialmente pericoloso.

L’indagine tra Roma e Frosinone della Fiamme Gialle, con il maxi sequestro di società, conti e beni di un imprenditore ritenuto pericoloso e recidivo

Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma su proposta della Procura della Repubblica di Cassino, che ha bloccato i beni di un imprenditore, già risultato coinvolto in due distinte attività d’indagine: una nel 2018 e un’altra nel 2022 concluse con le misure cautelari personali per una lunga serie di reati legati al mondo dell’economia criminale. 

L’imprenditore e le accuse: un passato segnato da reati economici

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Le accuse riguardavano associazioni per delinquere finalizzate alla commissione di truffe aggravate, frodi fiscali, indebita percezione di contributi pubblici, falsità ideologica, trasferimento fraudolento di valori e operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio, oltre a episodi di bancarotta fraudolenta.

Un quadro giudiziario pesante che, secondo gli inquirenti, evidenzia un atteggiamento illecito sistematico che si è poi protratto nel tempo.

Un patrimonio milionario sotto sequestro

Il provvedimento dispone il sequestro di un vasto complesso di beni riconducibili all’imprenditore, e cioè quote societarie e dell’intero patrimonio aziendale di 37 società, cinque delle quali registrate all’estero. danielle bregoli only fans

A queste si aggiungono conti correnti, anche oltre confine, oltre a diversi mezzi: sei autoveicoli, alcuni di lusso, due motocicli e un terreno situato nel comune di Piedimonte San Germano. Un patrimonio assolutamente sproporzionato rispetto ai redditi formalmente dichiarati e, secondo le indagini, alimentato dai proventi delle attività illecite contestate negli ann.i

L’operazione è stata possibile grazie al lavoro congiunto del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) di Roma e del Gruppo di Cassino, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata.

Le attività investigative hanno permesso di evidenziare la coerenza tra i precedenti penali e la ricchezza accumulata nel tempo, elemento che ha portato il Tribunale a ritenere necessario il sequestro preventivo con un intervento mirato a colpire non solo la persona ma soprattutto i capitali che alimentavano la sua criminalità economica.

Una procedura ancora in corso

Come previsto dalla legge, l’imprenditore destinatario del provvedimento potrà presentare le proprie difese nell’ambito della procedura giudiziaria. Nel frattempo, il sequestro rimane un tassello fondamentale in questa indagine, per impedire che beni acquisiti in modo illecito continuino a sostenere attività illegali o a garantire un tenore di vita non giustificabile.