Riaperta dopo oltre quattro anni con un finanziamento di 3,5 milioni di euro la Via Nuova di accesso a Valmontone

Riaperta la Via Nuova di accesso a Valmontone che era stata costruita sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale

La Via Nuova di accesso a Valmontone, in parte demolita a causa di una frana che aveva travolto le fondamenta di sostegno, è stata riaperta dopo 30 mesi di lavori che hanno restituito alla cittadina situata nella zona meridionale della città metropolitana di Roma la principale strada che consente di entrare nel centro storico e cioè il tratto viario che conduce da Via Prenestina a Piazza della Costituente, ai piedi del lato nord-ovest di Palazzo Doria Pamphilj.

Riaperta la Via Nuova di accesso a Valmontone che era stata costruita sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale

Era il 21 Marzo del 2021 quando una frana fece cedere parte della sede stradale trascinando giù un lungo tratto di marciapiede della via Nuova.

La strada è stata riconsegnata alla cittadinanza dopo essere stata in parte demolita da uno smottamento causato dall’instabilità dei materiali di risulta dei bombardamenti utilizzati alla fine del secondo conflitto mondiale per ricavarne la massicciata.

Il crollo e la scoperta delle macerie della Seconda Guerra mondiale

Il dramma risale al 21 marzo del 2021, quando lo smottamento di un costone causò lo schianto di parte della sede stradale e di un lungo tratto del marciapiede. Fortunatamente, nei giorni precedenti, un residente aveva notato e segnalato una lesione sospetta, permettendo all’amministrazione comunale di chiudere tempestivamente la via al traffico e di mettere in sicurezza l’area, evitando così conseguenze ben più gravi.

Dalle indagini geologiche che seguirono l’evento, emerse una verità storica sorprendente: la via, edificata nel secondo dopoguerra, era stata costruita utilizzando come base le macerie del bombardamento di Palazzo Doria Pamphilj. L’assenza di una solida struttura di sostegno, sostituita da detriti, aveva reso il costone vulnerabile nel tempo, rendendo indispensabile un intervento radicale e non una semplice riparazione.

Riaperta dopo oltre quattro anni con un finanziamento di 3,5 milioni di euro la Via Nuova di accesso a Valmontone 1
La Via Nuova a Valmontone subito dopo il crollo avvenuto nel 2021

Un progetto da 3,5 Milioni di euro

Il comune di Valmontone si era immediatamente attivato per l’elaborazione di un progetto di ricostituzione che è che ha comportato il ricorso a un finanziamento complessivo di 3,5 milioni di euro. L’opera è stata eseguita in tre lotti distinti e ha richiesto un impegno costante e coordinato tra i dipartimenti, l’ufficio tecnico comunale e i diversi progettisti.

L’obiettivo era garantire che l’intervento, per la sua complessità tecnica, non superasse i tempi previsti, un traguardo che è stato pienamente raggiunto con la riconsegna della strada in questi giorni.

La nuova Via Nuova è ora una struttura moderna e sicura, dotata di un muro di contenimento solido e che vanta un sistema rinnovato di illuminazione pubblica, marciapiedi rifatti e il completo adeguamento della rete idrica e fognaria. Per garantire spazi di sosta adeguati per i residenti, i turisti e i mezzi di approvvigionamento delle attività commerciali del centro storico, sono stati aggiunti anche 47 nuovi parcheggi gratuiti.

La riapertura della Via Nuova, che si snoda lungo la via Casilina, non è solo la riattivazione di un collegamento stradale, ma simboleggia un importante passo avanti nella messa in sicurezza del patrimonio urbano e nella capacità dell’hinterland della Capitale di affrontare e risolvere sfide ingegneristiche complesse in tempi rapidi.

Sono stati 30 mesi difficili -ha commentato la sindaca Veronica Bernabei- ed è solo grazie alla tenacia e al lavoro di tutti se possiamo inaugurare un’opera così importante per Valmontone. Da marzo 2021, sono passati più di quattro anni. Sono tanti. È vero. Ma è stato compiuto un lavoro straordinario, forse unico. Basta guardare ai comuni vicini per trovare frane come quella di Via Nuova ancora chiuse con qualche transenna arrugginita”.