Travolta da una Smart sul Lungotevere. L’appello per cercare testimoni: “Sono volata per 50 metri”

L'incidente shock sul Lungotevere Arnaldo da Brescia. La vittima sopravvissuta per miracolo: "Appuntamento con la morte rimandato"

La sera di venerdì 7 novembre 2025, poco dopo le 20:00, una donna in sella al proprio scooter stava percorrendo il Lungotevere Arnaldo da Brescia, nel tratto del sottopassaggio che conduce al semaforo di fronte al Ministero della Marina. È qui che, secondo la ricostruzione di una donna rimasta viva per miracolo, sarebbe avvenuto l’impatto con una Smart di colore nero, che avrebbe superato lo scooter della vittima sulla sinistra e lo avrebbe urtato in modo improvviso e violento.

L’incidente shock sul Lungotevere Arnaldo da Brescia. La vittima sopravvissuta per miracolo: “Appuntamento con la morte rimandato”

L’urto ha fatto perdere il controllo alla donna, sbalzandola sull’asfalto e facendola scivolare per diversi metri in quel tratto dove il traffico scorre veloce, il passaggio è stretto e la visibilità spesso ridotta: “Il mio corpo ferendosi e fratturandosi ha percorso 50 metri scivolando sull’asfalto – racconta la vittima, ricordando quei momenti con lucidità e dolore.

La paura di essere travolta dalle auto

Secondo la ricostruzione della donna che ha lanciato in queste ore un nuovo appello per la ricerca di testimoni, la dinamica dell’incidente è stata resa ancor più drammatica dal movimento delle auto che sopraggiungevano dietro di lei.

Nonostante le ferite e la caduta, la donna è rimasta cosciente per tutto il tempo, vivendo attimi di terrore in attesa che qualcuno si fermasse per prestare soccorso. “Ho vissuto quegli indimenticabili istanti cosciente e con il terrore di essere travolta dalle macchine che sopraggiungevano veloci dietro di me” – racconta oggi, sottolineando quanto quel tratto del Lungotevere possa diventare pericoloso in condizioni di traffico sostenuto.

L’auto coinvolta sarebbe ripartita senza fermarsi. Una parte cruciale della ricostruzione dipende quindi da eventuali testimoni in grado di confermare l’esistenza della Smart nera e la sua responsabilità nella dinamica dell’incidente.

La richiesta di aiuto

A una settimana esatta da quella sera, la donna ha scelto di rivolgersi pubblicamente a chiunque possa aver assistito alla scena, condividendo un appello diretto e commosso: «Chiedo gentilmente se qualche passante avesse assistito al mio incidente per poter fornire testimonianza dell’accaduto».

Una richiesta che si accompagna a un invito alla solidarietà: «Per favore, se siete dalla parte degli onesti e di chi subisce un torto vi chiedo di aiutarmi a condividere questo post», scrive, nella speranza di raggiungere «qualche anima buona che quella sera passasse di là».

Un gesto di umanità per ritrovare la verità

L’obiettivo è semplice e urgente: ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, individuare eventuali responsabilità e permettere agli inquirenti di completare il quadro probatorio. La donna, che oggi ringrazia di essere ancora viva — «Appuntamento con la morte rimandato», scrive — si affida ora alla rete, ai cittadini e a chiunque possa dare un contributo.

«E che la giustizia trionfi», conclude il suo messaggio, trasformando il suo appello in una richiesta di verità, civiltà e umanità.