“Sto per morire!”: 17enne accoltellato a Roma come Simone Schiavello. La madre: “Vivo per miracolo, ma l’aggressore è libero” (VIDEO)

Mamma Patrizia racconta il dramma della telefonata del figlio accoltellato: “Ho temuto di perderlo come è successo poi alla mamma di Simone... eppure l'aggressore è libero”

Accoltellato a 17 anni e vivo per un soffio. “Mio figlio mi ha telefonato in lacrime @alexmorgan13‘Sto per morire!’”. È il grido che mamma Patrizia non dimenticherà mai. Il 14 ottobre scorso, in via Gaverina, nel quartiere romano di Selva Candida, suo figlio è stato accoltellato alla coscia destra da un coetaneo che lui considerava un amico. Solo pochi millimetri gli hanno evitato l’arteria femorale.

Mamma Patrizia racconta il dramma della telefonata del figlio accoltellato: “Ho temuto di perderlo come è successo poi alla mamma di Simone… eppure l’aggressore è libero

Nel giro di tre minuti ero da lui – racconta la donna –. Gli ho fasciato la gamba, urlavo chiedendo aiuto. Sono arrivati un medico e un infermiere, e più di venti minuti dopo anche l’ambulanza…Ho avuto talmente tanta paura di perderlo che per una settimana ho balbettato”.

Il ragazzo è stato trasportato in codice rosso all’ospedale San Filippo Neri. “Ha riportato una ferita di otto centimetri e ha avuto bisogno di 40 punti di sutura e 40 giorni di prognosi. Cammina ancora con le stampelle”, spiega la madre, che da quel giorno vive sospesa tra il terrore e la gratitudine di averlo ancora accanto.

“Simone è morto due giorni dopo: poteva essere mio figlio”

Solo il giorno dopo, il 15 ottobre, Simone Schiavello, 19 anni, è stato accoltellato a Ostia con un fendente simile, sempre alla coscia. Simone morirà in meno di 24 ore.

Quando ho sentito la notizia – confida Patrizia – ho pensato che poteva essere mio figlio. Lui è vivo per miracolo, Simone non ha avuto la stessa fortuna. Mi stringo al dolore di sua madre. È terribile pensare che la vita o la morte dipendano solo da un colpo andato un po’ più in là”.

L’aggressore è libero

La donna denuncia oggi una seconda ingiustizia: “L’aggressore di mio figlio, anche lui minorenne, è stato fermato e subito rilasciato. Il Tribunale dei minori non ha disposto alcuna misura di fermo. Eppure vive a 500 metri da casa nostra e frequenta la stessa scuola che mio figlio dovrà tornare a frequentare dopo la guarigione. E’ pericoloso, si è vantato di quello che ha fatto”.

“Voglio proteggere mio figlio”

Non voglio vendetta, voglio solo proteggere mio figlio e gli altri ragazzi. Il nostro sistema giudiziario è troppo garantista con chi commette atti gravissimi, e troppo lento nel difendere le vittime”, aggiunge.

Mio figlio è stato accoltellato da un coetaneo che credeva suo amico. Nonostante la ferita, nonostante lo squarcio sulla gamba ha avuto la forza e il coraggio di scappare…E poi penso a Simone che non c’è più…La vita non può essere una questione di centimetri e la giustizia troppo garantista o severa se si ha poco meno o poco più di 18 anni”.