Da San Pietro al Colosseo ecco chi erano i promoter che offrivano tour con scorciatoie a prezzi gonfiati

La maxi operazione per svelare decine di promoter, con pettorine e cartelloni che riproducevano loghi di tour operator noti

Nella foto turisti a San Pietro e Colosseo

Nella città eterna, calamita per milioni di visitatori ogni anno, accanto ai percorsi ufficiali si muove un mercato parallelo che prospera sulle attese e sulla fretta dei turisti. Un business contro il quale è stata messa in atto una maxi operazione della Polizia Locale per sgominare i promoter abusivi che si erano più radicati nei luoghi simbolo della Capitale: San Pietro e Colosseo.

La maxi operazione per svelare decine di promoter, con pettorine e cartelloni che riproducevano loghi di tour operator noti

Sono stati gli agenti del Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (GSSU) a battere a tappeto le aree più frequentate dai visitatori: il parco archeologico del Colosseo e la zona di San Pietro, cuore pulsante del turismo romano. Proprio lì, tra souvenir e gruppi organizzati, una ventina di persone — tutte di origine bengalese, tra i 30 e i 50 anni — cercavano clienti tra i passanti, proponendo tour “fast track” su open bus, biglietti per i Musei Vaticani e pacchetti culturali improvvisati.

Prezzi gonfiati e biglietti fasulli

L’offerta, a prima vista conveniente, nascondeva però maggiorazioni consistenti o biglietti irregolari. I turisti venivano avvicinati con lusinghe e promesse di saltare code interminabili, ma dietro la facciata di efficienza si celava un’attività completamente abusiva. In molti casi, i venditori si presentavano con pettorine e cartelloni che riproducevano loghi di tour operator noti, dando un’illusione di ufficialità.

Gli agenti hanno sequestrato decine di pettorine, volantini, cartelloni pubblicitari e biglietti d’ingresso già pronti per la vendita. Il valore delle sanzioni supera i 10mila euro, mentre per tutti i fermati è scattato un ordine di allontanamento previsto dalle misure di “Daspo urbano”.

San Pietro e Colosseo, le zone calde

Il blitz è entrato nel vivo soprattutto tra i marciapiedi più gettonati per il business illegale, e cioè quelli via della Conciliazione, via Leone IV e via di San Gregorio, da tempo considerati punti strategici per chi opera illecitamente, ai margini del mercato turistico.

Qui dove ogni giorno migliaia di visitatori arrivano da tutto il mondo, spesso impreparati a distinguere le proposte regolari da quelle improvvisati, c’era il terreno fertile degli abusivi che anche con un certo “savoir faire”, riuscivano facilmente a intercettare curiosi e distratti, approfittando della confusione e delle barriere linguistiche.

Un fenomeno che si rinnova

Nonostante le ripetute operazioni di controllo, il fenomeno dei “saltafila” irregolari continua a riemergere soprattutto per la domanda di scorciatoie, che resta alta e malgrado e alimenta un circuito difficile da spezzare a Roma:

Nella Capitale, la cui doppia economia turistica: quella legale, che racconta la città attraverso percorsi ufficiali, e quella sommersa, che vende l’illusione di un accesso privilegiato, resta una priorità per le autorità che stanno intensificando i controlli verso la fine dell’anno giubilare e il lungo periodo che si avvia al Natale.