La pessima abitudine che sta prendendo piede nelle metro di Roma: zaini dei rider nei “bike box” per i ciclisti

I ciclisti romani denunciano l’abuso dei parcheggi bici protetti da parte dei rider del food delivery. I box riservati alle due ruote si trasformano in depositi improvvisati

Nelle stazioni della metropolitana di Roma, cresce la polemica attorno ai bike box, i parcheggi protetti riservati alle biciclette degli abbonati Atac. Da settimane, numerosi utenti segnalano un utilizzo scorretto da parte dei rider del food delivery, che usano questi spazi per lasciare i propri zaini da lavoro, occupando le rastrelliere e impedendo ai ciclisti di parcheggiare i mezzi in sicurezza.

I ciclisti romani denunciano l’abuso dei parcheggi bici protetti da parte dei rider del food delivery. I box riservati alle due ruote si trasformano in depositi improvvisati

I ciclisti romani denunciano l’abuso dei parcheggi bici protetti da parte dei rider del food delivery. I box riservati alle due ruote si trasformano in depositi improvvisati, lasciando molti utenti senza posto.

Una pratica che sta creando malumori e disagi, soprattutto nella stazione di Basilica San Paolo, lungo la via Ostiense, uno dei punti più trafficati da chi effettua consegne a domicilio.

Qui, diversi cittadini hanno documentato scene in cui i box, pensati per proteggere le biciclette da furti e atti vandalici, vengono invece riempiti di zaini termici e borse per il trasporto di cibo.

Un comportamento apparentemente banale, ma che ha ricadute concrete sulla mobilità sostenibile della Capitale: i ciclisti abbonati, che pagano un servizio per poter lasciare la propria bici in sicurezza, si trovano spesso costretti a cercare alternative o a rinunciare all’uso dei Bike Box.

Secondo molti utenti, l’assenza di controlli e sanzioni favorisce questa “occupazione abusiva”, trasformando un servizio utile in un disagio quotidiano.

L’episodio più segnalato è quello avvenuto proprio nella stazione di Basilica San Paolo, ma casi simili sono stati notati anche in altre fermate lungo la linea B.

Il problema della convivenza tra rider e utenti dei trasporti pubblici si fa sempre più evidente: da un lato, chi lavora nel settore delle consegne a domicilio ha necessità di organizzarsi tra una corsa e l’altra; dall’altro, i cittadini chiedono che i servizi pubblici rimangano fruibili secondo le regole previste.

Molti pendolari chiedono un intervento deciso di Atac, magari con un sistema di controllo elettronico o blacklist per chi abusa del servizio. L’obiettivo, dicono, è garantire che i Bike Box tornino ad essere ciò per cui sono nati: spazi sicuri per i ciclisti, non depositi di zaini.

La speranza è che le autorità agiscano presto, per evitare che un’iniziativa positiva per la mobilità green diventi un altro simbolo del degrado urbano e della mancanza di rispetto delle regole nella capitale.