Parte da Ostia la sfida di Human Man, il super eroe che fa della normalità la sua arma (VIDEO)

Provate una nuova terapia e scoprirete, come suggerisce Human Man, che per stare in pace al mondo non c’è bisogno di avere superpoteri

Si chiama Human Man, al secolo Gianluca Chiadroni, 36 anni, originario d San Cesareo e trapiantato sui Castelli trasformatosi nel super eroe della normalità. Un personaggio che si appresta a tagliare il milione di visualizzazioni sulle principali piattaforme digitali grazie alla collaborazione di un content creator di Ostia, Fabio Stirlo, 43 anni lo stesso che compare in uno sketch girato, appunto, di fronte all’ospedale Giovan Battista Grassi del Lido di Roma e che è allegato a quest’articolo.

Provate una nuova terapia e scoprirete, come suggerisce Human Man, che per stare in pace al mondo non c’è bisogno di avere superpoteri

Quante volte cerchiamo la cura giusta in una pillola e invece a volte la vera medicina è un abbraccio ripetuto tre volte al giorno che può cambiare più di una terapia perché tanti mali non partono dal corpo, ma dalla mancanza d’affetto”.

E’ la sostanza del messaggio contenuto nell’ultimo video lanciato sui social ma, soprattutto, quello di una sfida, una challenge come si dice in termini virtuali, rivolta al popolo del web non per fare danni, come purtroppo è accaduto, ma per far comprendere che nulla vale più della normalità e delle armi che partono dal cuore per curare e per sentirsi curati.

Abbraccia di più e giudica di meno

Abbraccia di più, giudica di meno è la miglior ricetta che possiamo passare”, sostiene Human Man che, dismessi i suoi poteri esclusivamente ‘normal’ spiega come alla base del video girato davanti all’ospedale di Ostia ci sia l’invito, destinato a chiunque abbia apprezzato di passare alla “parte pratica. E cioè di trovare tre persone mai conosciute o con cui non ci si senta da molto tempo per coinvolgerle nel gesto di affetto contenuti in quei tre abbracci”.

La cosiddetta dose minima efficace, in termini farmacologici che si ottiene “alzando, finalmente, la testa per qualche minuto dalla schiavitù imposta dalla dittatura dei cellulari”.

Se ognuno di noi riuscisse a estendere questa semplice terapia – sottolinea Gianluca – e che, ovviamente, non vale se si soffre di patologie curabili solo con l’apporto della medicina, basterebbero tre abbracci affinché le 700mila visualizzazioni registrate su Instagram e le 350mila su Tik Tok a dare luogo a milioni di interazioni e di interscambi reali e di energie positive tra persone che si incontrano nel mondo reale”.

Le radici e il pensiero del personaggio che si ispira alla normalità

In realtà l’idea di dotare Human Man di poteri assolutamente normali ha dei precedenti e viene da lontano, spiega Gianluca, e in particolare da un riferimento che Piero Angela fece 40 anni fa durante una puntata di Super Quark.

In quell’occasione il giornalista capace di spiegare l’impossibile intervistava un medico che mise in evidenza come, accanto alla scienza classica e tradizionale di Ippocrate ce n’era un’altra, più psicologica e intima, che non ha bisogno di artifici basati sulla chimica ma su un approccio che punta ad affrontare somatizzazioni molto spesso basate sui vuoti di uno stato d’animo che attendono soltanto di essere riempiti di amore o di sentimenti di amicizia per scomparire.

Dentro Human Man ci sono le mie esperienze personali -puntualizza Gianluca- e in primis una brutta malattia superata durante l’infanzia. E poi riflessioni che mi hanno portato a peregrinare per il mondo e abbracciare tantissimi mestieri fino a diventare un piccolo filosofo da ‘du’ spicci dei castelli romani’, dove vivo attualmente e le cui radici affondano nella campagna di San Cesareo di cui sono originario e di Paliano nel cuore della Ciociaria da cui viene parte della mia famiglia”.

“Sono una sorta di incubatrice in cui si fondono Roma Caput Mundi e il verde dei paesini situati a sud della capitale”.

Sono stato un ballerino di danze afro-cubane e sono arrivato alla conclusione che l’essere umano non può essere studiato soltanto come una creatura animale, ma che la sua psiche e la sua natura viaggiano attraverso costumanze e culture religiose tra loro diverse che superano l’ossessione di volersi trasformare in un semi dio”.

Superare la società cibernetica 3.0

Questa tendenza al superomismo ha finito per dare luogo a una società cibernetica 3.0 densa di distorsioni e di contraddizioni. Il più grande superpotere dell’essere umano è l’empatia e non c’è bisogno di essere punto da un ragno per volare alto. L’empatia è un’osmosi che consente a tutti gli esseri umani di dare un contributo alla salvezza della società. Un obbiettivo per il quale non serve essere dei Superman”.

In attesa di accettare la sfida dei tre abbracci il web, intanto, si prepara alla pubblicazione della prossima video story di Human Man.