Il “Paradiso dell’Infanzia” era un inferno, due anni alla maestra finita sotto inchiesta per maltrattamenti su minori in concorso con altre tre educatrici compiacenti. La casistica, per la procura di Roma, era amplia: bimbi che in alcuni casi non sapevano ancora parlare messi in punizione davanti al water. Strattonati per le braccia, sbattuti sulle sedie. Obbligati a stare fermi con la schiena contro il muro. Minacciati: “Ti ammazzo”.
Nel nido punizioni accanto al water, strattoni, urla e minacce: “Ti ammazzo”. La pena patteggiata subito sospesa, tre educatrici ancora sotto processo
È il metodo educativo che, secondo la Procura, veniva applicato ai bambini di un asilo nido convenzionato col Comune di Roma, il “Paradiso d’infanzia” nel quartiere Val Melaina. Vittime: piccoli sotto i tre anni. Alcuni così piccoli da non saper ancora parlare, ma costretti ogni giorno a subire umiliazioni, urla, insulti, isolamento.
Ora, per quei maltrattamenti, arriva la prima condanna: Roberta C., 41 anni, l’altra mattina, martedì 14 ottobre, ha patteggiato due anni di reclusione. La pena è stata sospesa. L
La maestra educatrice ha accettato un percorso rieducativo e ha versato una somma all’Unicef. Inizialmente la richiesta di patteggiamento era stata respinta dal giudice per l’udienza preliminare, ma accolta in una seconda istanza presentata a ottobre.
Le immagini dei maltrattamenti acquisiti sono stati considerati inequivocabili. I carabinieri del Nuovo Salario, dopo la denuncia di una psicologa che lavora e vive di fronte al nido, hanno piazzato telecamere all’interno della struttura.
I filmati raccolti mostrano una realtà fatta di pianti disperati, bimbi puniti in bagno, strattonati, spinti, rimproverati con violenza. In un video si vede un bambino di due anni messo in punizione accanto al water. In un altro, una bimba viene minacciata con un “ti ammazzo” solo perché gioca nervosamente con un oggetto.
In altri ancora, l’intera classe viene costretta a stare immobile, piangendo, contro il muro dell’aula.
I maltrattamenti nel nido
Secondo la Procura, più di 20 bambini hanno subito maltrattamenti, per cinque le famiglie si sono costituite parte civile. Alcuni testimoniavano la paura solo con lo sguardo o con i gesti: troppo piccoli per raccontare, ma abbastanza grandi da tremare. Le punizioni, per l’accusa, erano sistematiche: chi non si comportava come voleva la maestra, veniva isolato in un angolo o nel bagno.
Talvolta le educatrici – stando agli atti – perdevano il controllo, sollevavano i bimbi di peso, li scaraventavano sulle sedie o li schiaffeggiavano.
Indagate altre tre colleghe
Tre colleghe della maestra educatrice, tra i trenta e i quaranta – assistite dall’avvocato Domenico Naccari – hanno chiesto di essere processate col rito abbreviato. Anche loro sono accusate di maltrattamenti in concorso. Hanno chiesto di essere giudicate con rito abbreviato: la sentenza è attesa nelle prossime settimane.
La vicenda ha coinvolto anche il Comune di Roma, in quanto la struttura era convenzionata con l’amministrazione, ma l’ente è stato escluso dal procedimento come responsabile civile.
A far partire l’inchiesta è stata la psicologa che lavora di fronte all’asilo. Aveva più volte dovuto interrompere le sedute con i pazienti a causa delle urla e dei pianti. Si è insospettita e ha deciso di presentare un esposto ai carabinieri.
Dalle prime indagini, sono emersi “lamenti anomali”, grida e frasi inaccettabili in un contesto educativo. Alcuni vicini si sono affacciati e hanno visto bambini isolati e disperati. Anche da qui sono partite ulteriori segnalazioni.
Tre educatrici ancora sotto inchiesta
L’indagine ha riguardato l’intero anno scolastico 2023/2024. Un anno vissuto nell’angoscia da almeno venti famiglie. Molti genitori si sono costituiti parte civile e attendono ora, con rabbia e dolore, l’esito definitivo del processo. “Non ce ne siamo accorti, ci sentiamo colpevoli anche noi”, si disparano ancora alcuni.




















