È cominciato il dibattimento per la morte dell’anziana colpita per errore a Ponte di Nona a maggio del 2024. La Corte d’Assise di Roma ha respinto le richieste di rito abbreviato e avvia il processo. Tre gli imputati, tra cui il presunto mandante.
La Corte d’Assise di Roma ha confermato l’imputazione aggravata per l’omicidio Ciurleo: respinte le richieste di rito abbreviato
Si è aperto a Roma, davanti alla Corte d’Assise, il processo per l’omicidio di Caterina Ciurleo, l’81enne colpita a morte da un proiettile vagante il 23 maggio 2024 a Ponte di Nona, in via Don Primo Mazzolari.
Alla sbarra siedono tre imputati: Adrian Ionita e Mirko Infante Guidom, accusati di essere gli esecutori materiali della sparatoria, e Dante Spinelli, 29 anni, ritenuto il mandante dell’agguato.
Durante la prima udienza, i giudici hanno respinto le eccezioni presentate dalle difese, che avevano chiesto di far tornare gli atti al giudice per l’udienza preliminare e di escludere l’aggravante dei futili motivi. La Corte ha invece confermato l’imputazione aggravata, impedendo così agli accusati di accedere al rito abbreviato, che avrebbe consentito uno sconto di pena in caso di condanna.
La dinamica della tragedia: un proiettile partito per errore
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Roma, coordinati dal pubblico ministero Carlo Villani della Direzione Distrettuale Antimafia, la sparatoria sarebbe nata da un regolamento di conti tra bande criminali locali. I killer, a bordo di un’auto in corsa, avrebbero aperto il fuoco contro un presunto rivale, ma uno dei colpi finì per raggiungere la vettura sbagliata.
Caterina Ciurleo si trovava sul sedile passeggero di una Smart, guidata da un’amica. Il proiettile, dopo aver trapassato il bagagliaio e il sedile, la colpì mortalmente. La macchina degli aggressori scomparve pochi secondi dopo, lasciando dietro di sé il dramma e la rabbia di un intero quartiere.
L’episodio, accaduto in pieno giorno in una zona residenziale della periferia est di Roma, aveva sconvolto profondamente la comunità di Ponte di Nona, generando indignazione e richiesta di giustizia per una vittima completamente estranea ai fatti.
Prove video e prossimi passi del processo
Con la dichiarazione di apertura del dibattimento, la Corte ha dato il via al processo che dovrà stabilire le responsabilità dei tre imputati. La prossima udienza, fissata per il 20 novembre, sarà decisiva: verrà proiettato il video della sparatoria, ripreso dalle telecamere di sorveglianza installate in via Don Primo Mazzolari.
Le immagini, già acquisite durante le indagini preliminari, mostrerebbero l’arrivo dell’auto dei sicari, la sequenza degli spari e la fuga immediata del veicolo. Elementi che potrebbero confermare la ricostruzione dell’accusa e il coinvolgimento diretto degli imputati.
Una comunità ancora in attesa di giustizia
A più di un anno dall’omicidio, la vicenda di Caterina Ciurleo continua a rappresentare una ferita aperta per gli abitanti di Ponte di Nona. La tragedia di un’anziana uccisa per errore, nel corso di un atto di violenza urbana, è diventata simbolo delle contraddizioni e delle fragilità di una periferia che chiede maggiore sicurezza e attenzione istituzionale.
Con l’avvio del processo, la giustizia muove i primi passi verso l’accertamento delle responsabilità e verso la verità su una morte assurda, che ha scosso Roma e riportato all’attenzione pubblica il tema della violenza criminale nelle aree periferiche della Capitale.

















