Adesso è arrivata la conferma ufficiale: il porto turistico di Fiumicino ha ricevuto il parere favorevole del Ministero della Cultura, segnando l’ultimo passaggio di un iter burocratico durato due anni. L’opera, stimata intorno ai 700 milioni di euro, mira a creare una nuova marina con banchine per navi crocieristiche e posti barca per mega e super yacht.
Dopo il via libera del Ministero della Cultura, il progetto del porto turistico da 700 milioni di euro continua a sollevare forti dubbi tra cittadini e la comunità locale
Dopo il via libera della Soprintendenza Speciale per il Pnrr, manca solo la pubblicazione del decreto della Commissione Via, un atto formale atteso nei prossimi giorni. Galliano Di Marco, amministratore delegato della Fiumicino Waterfront Srl, ha dichiarato: «Prima il nulla osta del Ministero dell’Ambiente, ora quello della Cultura: entrambi hanno riconosciuto la rilevanza e la qualità del progetto».
Tuttavia, il progetto non è accolto all’unanimità. La comunità locale e diverse associazioni ambientali e cittadine contestano da anni l’opera, preoccupate per l’impatto sul territorio, sull’erosione costiera e sulla vivibilità del litorale.
Il dibattito si concentra anche sulla gestione del traffico marittimo e sulla sostenibilità delle attività crocieristiche.
La Sovrintendenza ha avanzato osservazioni mirate: attenzione alle indagini archeologiche preventive e coordinamento con il Ministero per le autorizzazioni paesaggistiche, senza modificare in modo sostanziale le soluzioni già progettate. Le modifiche precedenti avevano già aumentato il costo del progetto del 35%.
Il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini ha ribadito: “Il porto è un simbolo della rinascita di Fiumicino”, sottolineando che dall’opera arriveranno risorse per servizi comunali, interventi viari e migliaia di posti di lavoro.
Tuttavia, parte della comunità resta critica, chiedendo più trasparenza e tutele ambientali.
Il cronoprogramma prevede come prime opere la diga foranea e il molo crocieristico, seguiti da dragaggio, ripascimento a Fregene e restauro del vecchio Faro, con completamento del cantiere nautico previsto entro il 2028.
Il porto turistico, pur presentato come opportunità economica, continua quindi a dividere cittadini, associazioni e amministrazione.

















