ZTL Fascia Verde tra verità e fake news: la protesta arriva in Campidoglio, cittadini in piazza e politica divisa

In vista dei blocchi per i veicoli più inquinanti, comitati e opposizione insorgono in Campidoglio. Le rassicurazioni di Roma Capitale

ZTL Fascia Verde -canaledieci.it

Nuova giornata di tensione a Roma sul fronte mobilità e ambiente. Sabato 11 ottobre, alle ore 15, i comitati contrari alla ZTL Fascia Verde scenderanno di nuovo in piazza, questa volta davanti al Campidoglio, per contestare un provvedimento che ritengono penalizzante, iniquo e socialmente insostenibile.

In vista dei blocchi per i veicoli più inquinanti, comitati e opposizione insorgono in Campidoglio. Le rassicurazioni di Roma Capitale

La manifestazione è stata annunciata con una lettera aperta rivolta al sindaco Roberto Gualtieri e agli assessori competenti, e rilanciata sui social dal gruppo “Fermiamo la ZTL in Fascia Verde”, epicentro del malcontento cittadino.

Ma accanto alla protesta di piazza, esplode anche lo scontro politico. Tra chi denuncia “eco-follie” e violazioni della privacy, e chi accusa le opposizioni di alimentare allarmismi e fake news, il dibattito sulla ZTL si fa sempre più acceso.

Dal 1° novembre 2025 nuove restrizioni: diesel Euro 4 e benzina Euro 3 verso lo stop

A rendere ancora più tesa la situazione, è l’orizzonte del 1° novembre 2025, data in cui, salvo proroghe, scatterà il blocco per i veicoli diesel Euro 4 e benzina Euro 3 nella ZTL Fascia Verde. Il divieto — previsto dal Piano regionale per la qualità dell’aria — sarà attivo nei mesi invernali, dal lunedì al venerdì, con orario 8:30–18:30, e senza possibilità di utilizzare il ticket Move-In.

Si tratta di una misura volta a ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria nella Capitale, in linea con gli standard europei. Tuttavia, il Comune di Roma ha chiesto alla Regione Lazio una proroga al 2026, accompagnata da misure compensative: potenziamento del trasporto pubblico, incentivi alla mobilità condivisa, riduzione dei consumi domestici e altri interventi ambientali.

La protesta: “Sfidiamo il sindaco al confronto pubblico”

I comitati contrari alla Fascia Verde non si dicono contrari alla sostenibilità, ma contestano le modalità con cui si sta procedendo. “Sfidiamo il sindaco e gli assessori a scendere dal palazzo per confrontarsi con i cittadini in un dibattito democratico”, scrivono i promotori della manifestazione.

Secondo loro, le nuove regole colpiranno duramente una parte consistente della popolazione: oltre 800mila mezzi a rischio blocco, con famiglie, lavoratori e piccole imprese costretti a fermarsi o a cambiare veicolo senza sostegni adeguati.

Sorveglianza e privacy: “15mila telecamere attive, ma per chi?”

Tra le accuse più forti c’è anche quella legata alla sorveglianza. I comitati denunciano l’installazione di circa 15mila telecamere capaci di monitorare i transiti, pur non essendo ancora attive per la multa automatica. La polemica riguarda la raccolta dei dati: “Gualtieri raccoglie informazioni sui nostri spostamenti senza chiarire a chi verranno ceduti”, scrivono i manifestanti, che vedono nella “città dei 15 minuti” un modello di controllo sociale più che di mobilità sostenibile.

Santori (Lega): “Una bomba sociale ed economica”

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A dare voce alla protesta è anche la Lega, che ha definito il piano «una bomba sociale». Il capogruppo in Campidoglio, Fabrizio Santori, sottolinea come oltre 430mila veicoli tra auto private e mezzi commerciali rischino lo stop se i varchi verranno attivati.

“Le famiglie non possono permettersi di cambiare auto, le piccole imprese non possono sostituire i furgoni — afferma —. Il costo stimato per l’adeguamento supera i 2,6 miliardi di euro: iniquo e insostenibile”. Santori chiede quindi una deroga immediata, lo stop alle telecamere e un piano alternativo “serio e concreto”.

Il PD smentisce: “Nessun nuovo divieto in vigore, serve chiarezza”

La maggioranza in Campidoglio replica con forza. I consiglieri Mariano Angelucci e Giovanni Zannola (Pd) bollano la manifestazione come “grottesca” e le dichiarazioni della Lega come pura disinformazione. “I divieti che temono non sono ancora in vigore, e la responsabilità del piano è della Regione Lazio”, chiarisce Angelucci.

Zannola aggiunge: “Roma Capitale ha chiesto alla Regione una proroga e ha già avviato misure per scongiurare il blocco degli Euro 4 e 5. Santori alimenta il panico per fini politici, ma nessuna famiglia o impresa è in pericolo”. L’ordinanza finale, confermano entrambi, verrà emessa solo dopo il parere definitivo della Regione.