Cambiano le regole del turismo a Santiago de Compostela, meta finale del celebre Cammino e patrimonio mondiale dell’UNESCO. Da poche ore è entrata in vigore la tassa di soggiorno, un contributo economico richiesto a chiunque pernotta in città.
Cambia il turismo della città dei pellegrini: la scelta dell’amministrazione di Santiago de Compostela per tutelare il patrimonio
Con questa misura, la capitale della Galizia diventa la seconda città della regione, dopo A Coruña, ad applicare un tributo dedicato al turismo responsabile.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione cittadina è quello di trovare un equilibrio tra l’afflusso di turisti e la qualità della vita dei residenti, ma non solo, la città spera con questo contributo, anche di generare nuove risorse per la manutenzione del patrimonio storico, delle infrastrutture e dei servizi pubblici messi sotto pressione da milioni di visitatori ogni anno.
Quanto costa e come funziona la nuova tassa
L’importo della tassa varia in base alla categoria della struttura ricettiva e si applica solo per i primi cinque giorni di soggiorno consecutivi. Dal sesto giorno in poi, il visitatore non è più tenuto al pagamento. Le tariffe vanno da 2,5 euro al giorno per gli hotel di lusso con più di quattro stelle, a 1 euro per gli ostelli, campeggi e agriturismi.
Questo sistema progressivo è pensato per non penalizzare il turismo dei pellegrini, tradizionalmente più economico e legato all’esperienza culturale e spirituale del Cammino di Santiago. Al contrario, l’amministrazione punta a un contributo proporzionato a chi soggiorna in strutture di fascia medio-alta, più orientate al turismo internazionale.
Le esenzioni previste dal regolamento
Va detto che la normativa comunale ha previsto diverse categorie di esenzione, per evitare ingiustizie o aggravi economici non necessari. Non pagheranno la tassa i minorenni, le persone con disabilità pari o superiore al 65%, chi soggiorna per motivi sanitari o per partecipare a competizioni sportive ufficiali, oltre agli ospiti di ostelli pubblici o giovanili della Xunta.
Sono esclusi anche coloro che soggiornano grazie a programmi sovvenzionati da enti pubblici o per cause di forza maggiore. In questo modo, la misura mantiene un carattere inclusivo, tutelando le categorie più vulnerabili e chi visita la città per motivi non turistici.
Le reazioni in città e le prospettive future
L’introduzione della tassa intanto, sta già suscitando reazioni contrastanti. Gli operatori turistici di fascia alta si dicono pronti ad adeguarsi, sottolineando che la cifra è contenuta rispetto ad altre città europee e che può contribuire a un turismo più consapevole. Per molti altri invece, il timore è che ci sarà una possibile riduzione dei pernottamenti tra i visitatori con budget limitato.
Il Comune, tuttavia, resta fiducioso. Secondo le stime preliminari, la misura potrebbe generare centinaia di migliaia di euro l’anno, da reinvestire in progetti di riqualificazione urbana e ambientale.
Santiago de Compostela, città simbolo del pellegrinaggio europeo, punta così a diventare anche un modello di turismo sostenibile, dove spiritualità, cultura e rispetto per il territorio convivono in armonia.


















