Più di 10 licei occupati a Roma, scuola, Gaza e protesta: la mappa

Gli studenti occupano i licei contro la guerra e il degrado scolastico. Assemblee, cineforum e proteste autogestite in tutta la città

Il liceo Socrate occupato

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Più di dieci licei occupati a Roma: torna la protesta studentesca. Da inizio ottobre, migliaia di studenti della Capitale hanno scelto di trasformare le loro scuole in spazi di dibattito e confronto su temi che travalicano la semplice routine scolastica.

Gli studenti occupano i licei contro la guerra e il degrado scolastico. Assemblee, cineforum e proteste autogestite in tutta la città

Questa ondata di occupazioni coinvolge alcuni dei licei più importanti di Roma: dal classico Kant allo scientifico Tullio Levi Civita, dal classico Augusto al liceo artistico Enzo Rossi, passando per il classico Plauto, la succursale dell’istituto cine-tv Rossellini, lo scientifico Plinio Seniore, fino al Cavour e al Socrate.

Una lista che cresce giorno dopo giorno, a testimonianza di un movimento studentesco in pieno fermento, capace di aggregare sempre più.

Ma le occupazioni non sono solo un atto simbolico. All’interno degli edifici scolastici, gli studenti organizzano assemblee, dibattiti, cineforum e laboratori autogestiti.

I temi

Al centro della protesta c’è il conflitto in Medio Oriente e la solidarietà con il popolo palestinese, ma anche questioni locali urgenti come la precarietà delle strutture, la mancanza di fondi e personale, e il disagio psicologico post-pandemico.

Proteste non autorizzate

L’occupazione resta comunque una protesta non autorizzata e può comportare sanzioni disciplinari, a partire dalle sospensioni.

La tenuta e la durata delle occupazioni dipendono molto dall’atteggiamento dei dirigenti scolastici, alcuni dei quali hanno già deciso di chiudere le scuole o hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

In altre scuole, invece, forme di protesta più dialogate come autogestioni e cogestioni stanno trovando maggiore tolleranza.

Tra gli ultimi licei a unirsi al movimento ci sono il Tullio Levi Civita al Pigneto, occupato il 6 ottobre, e poi il Plinio e la succursale del Kant a Centocelle.

Gli studenti, coordinati dal collettivo Osa, sottolineano come la protesta non sia solo contro le politiche scolastiche ma parte di una mobilitazione più ampia e internazionale. Non un euro deve andare alla guerra, servono investimenti concreti per l’istruzione“, è l’appello che rivolgono al governo Meloni, accusato di complicità nel conflitto in Medio Oriente.

Questa ondata di occupazioni si intreccia con le mobilitazioni di piazza contro il genocidio, con cortei di massa e manifestazioni molto partecipate a Roma e in tutta Italia. Lo slogan che accompagna le proteste “Non siamo noi a liberare la Palestina, è la Palestina che ha liberato noi.