Studenti occupano il “Plauto”: nella protesta per la Palestina la denuncia sulle condizioni del liceo

Nuova ondata di occupazioni negli istituti superiori di Roma sulla scia dei cortei nazionali: tra le ragioni del Plauto lo stato dell'edificio

Nuova ondata di occupazioni negli istituti superiori di Roma, dove questa mattina è stato il turno del liceo classico Plauto, dove un gruppo di studenti ha preso possesso dell’edificio aderendo alle mobilitazioni in corso in diverse scuole italiane. Dietro al gesto però, c’è di più.

Nuova ondata di occupazioni negli istituti superiori di Roma sulla scia dei cortei nazionali: tra le ragioni del Plauto lo stato dell’edificio

L’azione, spiegano i rappresentanti del collettivo Osa – Opposizione Studentesca d’Alternativa, si inserisce nel solco delle recenti giornate di sciopero generale del 22 settembre e del 3 ottobre e della manifestazione nazionale dello scorso sabato, tutte iniziative nate per esprimere solidarietà al popolo palestinese.

Secondo gli studenti, l’occupazione rappresenta un modo per rivendicare il diritto e il dovere di prendere posizione su temi di attualità internazionale. “Ci mobilitiamo per il popolo palestinese e contro il nostro governo che, invece di destinare risorse alla scuola pubblica, continua a finanziare il riarmo e l’industria bellica” – ha dichiarato un attivista di Osa.

Ma la protesta sembra non riguardare soltanto la politica estera: i ragazzi denunciano anche criticità interne alla scuola, segnalando la presenza di problemi strutturali all’edificio che, a loro dire, non vengono affrontati con la dovuta urgenza.

Critiche alle istituzioni e incertezze sui tempi

L’occupazione, spiegano gli organizzatori, non ha ancora una durata definita. “Decideremo strada facendo – hanno affermato gli studenti – ma resteremo sicuramente qui almeno fino a venerdì.”

L’obiettivo dichiarato è quello di estendere la mobilitazione ad altri istituti: “Osa è presente in molte scuole e vogliamo portare le occupazioni ovunque, come messaggio forte e chiaro contro le istituzioni.” I ragazzi contestano anche il modello scolastico attuale, che a loro avviso riduce l’istruzione a una “fabbrica” priva di spirito critico. “La scuola deve essere un luogo in cui si formano coscienze”, concludono.

Un segnale di disagio

L’occupazione del liceo Plauto rappresenta un nuovo capitolo in un autunno di proteste studentesche, ma che in questo caso, sta mettendo in evidenzia anche problemi concreti legati alle condizioni della struttura scolastica, uno di quegli edifici scolastici romani ricompresi nelle espressioni di crescente malcontento verso le politiche pubbliche.

Non solo un gesto politico di solidarietà internazionale, ma anche – come spiegano gli studenti -, il bisogno urgente di interventi strutturali e  dialogo tra istituzioni e mondo studentesco.