Studenti aggrediti a scuola per aver gridato Free Palestine. Grave episodio al liceo artistico Caravillani di Monteverde, a Roma, che condivide la cancellata d’ingresso con una sinagoga in viale di Villa Pamphilj.
Slogan pro-Palestina durante l’intervallo al Caravillani, poi l’arrivo di una ventina di persone dalla sinagoga vicina. Feriti alcuni studenti, intervengono ambulanza e forze dell’ordine
Nella mattinata di oggi, 2 ottobre, durante l’intervallo, un gruppo di studenti ha intonato lo slogan “Free, free Palestine”, con l’uso di un megafono. Tra loro, anche un 18enne di origine ebraica. L’iniziativa, secondo i docenti presenti, non aveva alcun intento provocatorio e si è svolta in un clima controllato e pacifico, in preparazione pare di una iniziativa studentesca legata al corteo del 3 ottobre.
La situazione è precipitata quando, dalla sinagoga – in quel momento piena per la celebrazione dello Yom Kippur – circa venti persone sono uscite per protestare contro gli slogan.
Tra loro anche l’ex presidente della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici, che però ha specificato di non aver usato violenza contro nessuno.
Il pestaggio all’uscita, a fine lezioni
Tuttavia, secondo numerosi testimoni e video circolati tra gli studenti, la tensione è esplosa nuovamente all’uscita da scuola, con un vero e proprio pestaggio.
Le testimonianze parlano di spintoni, insulti, un professore offeso pesantemente (“Faccia di m…”), una studentessa spinta a terra, un’altra colpita da un attacco di panico, una ragazza a cui è stato strappato un dreadlock, ciocche di capelli intrecciati, come a un altro studente.

Un docente è stato soccorso da un’ambulanza. Più squadre della Polizia di stato e della polizia locale sono subito intervenute.
La dirigente scolastica Gioconda Martucci ha condannato l’accaduto, definendo “inaccettabile” ogni forma di violenza, specialmente se esercitata da adulti contro studenti.
Le testimonianze
Alcune testimonianze raccontano un vero e proprio clima di paura: “Mia nipote sedicenne è stata scaraventata a terra”, “mia figlia è dovuta scappare per uscire da scuola”.
“I professori sono intervenuti per difendere i ragazzi come potevano“, ha raccontato una mamma.
C’è chi parla di agguato agli studenti e chi di provocazioni
“Posto che è gravissimo quanto successo ai ragazzi e al prof e inaccettabile che degli adulti facciano questo. Mai mai giustificare la violenza, ma pure voi che andate con i megafoni sotto la sinagoga mentre stanno a pregare per lo Yom Kippur che è praticamente una delle feste più sacre per la comunità ebraica. Basta provocazioni, basta violenze”.
“Non sono andati sotto la sinagoga, ma stavano nel loro spazio della ricreazione. E’ nello stesso comprensorio. Nessuna provocazione, ma è il diritto di espressione delle proprie idee. Sono stati attaccati e sono finiti in ospedale”.
Il collettivo studentesco e i sindacati Flc Cgil e Anpi hanno espresso solidarietà ai ragazzi aggrediti. Le indagini della Polizia proseguono per chiarire le responsabilità e verificare eventuali reati.


















