Un corpo nel giardino. Una notte trascorsa in compagnia. Tre amici che dormivano. Un ex compagno che parla di fragilità. Una finestra, da un piano più alto rispetto all’appartamento in cui si è svolto un festino. E una caduta fatale.
Angelo Mastrantoni, il mistero a Colli Portunesi: i dubbi di un volo senza testimoni
È su questi elementi, ancora troppo fragili per comporre una verità, che si concentra l’indagine sulla morte di Angelo Josè Mastrantoni, 35 anni, un fornaio di origine colombiana, trovato senza vita nella mattinata di lunedì ai Colli Portuensi, nel giardino interno di una palazzina in via Val Tellina.
Chi era con lui nelle ore precedenti assicura che dormivano, nessun rumore, nessun sospetto. Angelo era stato ospite in un appartamento al secondo piano, ma è precipitato da un pianerottolo tra il terzo e il quarto. Perché si trovava lì? Si è allontanato da solo? Era in uno stato di confusione? Qualcuno era con lui? E soprattutto: la caduta è stata un gesto volontario, un incidente o altro?
L’ex compagno
Secondo quanto riferito dall’ex compagno, Angelo “non stava bene da tempo” e avrebbe già tentato in passato di farla finita. Ma è una dichiarazione isolata, al momento senza riscontri.
Nessun biglietto, nessuna segnalazione, nessun elemento che indirizzi chiaramente verso un’ipotesi di suicidio. E non c’è ancora un’autopsia che possa raccontare il corpo: gli inquirenti hanno disposto l’autopsia e l’esame tossicologico, per accertare se vi siano state o meno sostanze alteranti in circolo.
Nessun segno evidente di colluttazione, ma anche nessuna certezza che le ultime ore di Angelo si siano consumate in un clima sereno. Troppo poco, per ora, per archiviare questa morte come “un gesto estremo”.
C’è un elemento che potrebbe cambiare tutto: una telecamera di sorveglianza installata su un balcone del palazzo, che potrebbe aver ripreso il momento della caduta o i movimenti precedenti.
I poliziotti del commissariato Monteverde stanno acquisendo le immagini, che potrebbero offrire finalmente una sequenza oggettiva dei fatti. In mancanza di testimonianze dirette e credibili, sarà l’occhio elettronico a fare luce.
Fascicolo aperto in procura
Il caso Mastrantoni, al momento, è un enigma che si muove tra ricordi vaghi e testimonianze deboli. Una morte avvenuta in un contesto privato, che lascia la sensazione che qualcosa non sia stato detto, che un dettaglio essenziale manchi ancora all’appello. Forse nessun reato, forse solo una tragica fatalità. Ma anche le fatalità, a volte, meritano una spiegazione più limpida.
Il fascicolo di indagine, per ora, a piazzale Clodio è stato aperto per il reato di istigazione al suicidio.

















