Una dichiarazione di solidarietà si prepara a illuminare il Lazio. La sera di mercoledì 2 ottobre, 14 ospedali della regione spegneranno le luci ordinarie per accendersi in un gesto simbolico di vicinanza alla popolazione di Gaza, aderendo all’iniziativa nazionale “Luci sulla Palestina”.
Sanitari in mobilitazione per la Palestina: mercoledì 2 ottobre 14 ospedali del Lazio partecipano a “Luci sulla Palestina”
L’azione, promossa dalle reti di operatori sanitari Digiuno Gaza e Sanitari per Gaza, non è un semplice flash mob, ma, secondo gli organizzatori, si profila come il più grande evento di mobilitazione sanitaria mai realizzato in Italia.
Dalle 21 tutte le facciate di strutture cruciali della sanità laziale diventeranno tele silenziose, proiettando una luce che travalica i confini regionali.
Il personale medico, infermieristico e sanitario scende in campo con questo atto di testimonianza pacifica, chiedendo l’attenzione della comunità internazionale sulla crisi umanitaria e sul bisogno urgente di tutelare i civili.
L’iniziativa ha un significato esplicito: si tratta di un “flash mob contro il genocidio palestinese“, un appello che intende risvegliare le coscienze sull’etica e il dovere civile della cura e della pace.
Roma e province in prima linea
Il Lazio si conferma una delle regioni più attive nell’adesione, con una partecipazione che copre l’intera mappa territoriale, da Roma alle province.
Nella Capitale aderiscono otto presidi di rilievo:
- il Policlinico Umberto I e il Policlinico Tor Vergata;
- gli ospedali San Giovanni Addolorata, Sant’Andrea e Sandro Pertini;
- strutture storiche come Santo Spirito in Sassia;
- i centri specializzati San Camillo Forlanini e l’Istituto Spallanzani.
La mobilitazione si estende anche fuori Roma, coinvolgendo:
- strutture delle province di Latina (Santa Maria Goretti e San Giovanni di Dio a Fondi);
- l’ospedale di Viterbo e il San Camillo de Lellis di Rieti;
- i presidi di Velletri (Paolo Colombo) e Pomezia (Sant’Anna) nella provincia di Roma.
A livello nazionale, l’onda di solidarietà ha già raggiunto 180 ospedali, con numeri in costante crescita. Il coordinamento è gestito attraverso 15 chat regionali, segno di una capillare e sentita partecipazione del settore sanitario italiano.
L’appuntamento del 2 ottobre non sarà solo un momento di illuminazione, ma l’affermazione del ruolo che il personale sanitario intende assumere come portavoce di un appello umanitario inequivocabile.


















