Carceri del Lazio, arrivano i rinforzi. Ma Casal del Marmo (per ora) resta fuori

Nelle carceri della regione in arrivo 396 agenti, di cui 95 donne. Roma premiata, ma Casal del Marmo dovrà aspettare ancora

Immagine di repertorio

Buone notizie sul fronte del sistema penitenziario del Lazio: a giorni saranno assegnati nelle carcere della regione 396 nuovi agenti della Polizia Penitenziaria, di cui 95 donne, grazie al piano di incremento legato alle assegnazioni del 185° corso. Un intervento atteso da tempo, che punta a rafforzare gli organici in diverse strutture della regione, spesso in sofferenza per la cronica carenza di personale.

Nelle carceri della regione in arrivo 396 agenti, di cui 95 donne. Roma premiata, ma Casal del Marmo dovrà aspettare ancora

Il piano, messo a punto dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP), prevede una distribuzione mirata dei rinforzi in base alle esigenze dei singoli istituti.

A ricevere il maggior numero di agenti sarà il Complesso di Rebibbia N.C. 1, con 84 nuove unità (79 uomini e 5 donne), seguito da Regina Coeli, che ne otterrà 60, e dal Rebibbia Femminile, dove è previsto l’arrivo di 40 agenti, in gran parte donne (38 su 40), dato il tipo di popolazione detenuta.

Anche le carceri di Frosinone (31 agenti), Viterbo Nuovo Complesso (35) e Civitavecchia N.C. (24) riceveranno rinforzi consistenti, a dimostrazione della volontà di intervenire in modo concreto dove le criticità sono maggiori.

Complessivamente, il piano prevede l’arrivo di 301 agenti uomini e 95 donne, per un totale di 396 unità. Si tratta di un’iniezione importante di forze fresche, che contribuirà ad alleggerire i carichi di lavoro e a migliorare la sicurezza e la gestione quotidiana degli istituti.

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Secondo Gianluca Garau, vice segretario regionale del sindacato CNPP-SPP, “l’arrivo dei nuovi agenti nei principali istituti del Lazio rappresenta un passo avanti significativo, non solo per quanto riguarda la sicurezza, ma anche per la qualità del lavoro svolto dagli operatori penitenziari”. 

“Ci auguriamo che le nuove unità  restino fisse e non come capita spesso in quanto molte vengono dislocate nei nuclei cittadini, negli uffici dipartimentali e nei reparti speciali”.

Garau sottolinea anche un altro aspetto importante: “Il fatto che quasi un quarto degli agenti assegnati sia composto da donne è un segnale forte verso un sistema penitenziario più equilibrato, inclusivo e attento alla diversità di competenze”.

Ma Casal del Marmo resta escluso: cresce la protesta

Non mancano però le polemiche.  L’IPM di Casal del Marmo, istituto penale minorile da mesi al centro dell’attenzione per gravi episodi di tensione, rivolte e proteste da parte dei detenuti, per ora non sono previsti incrementi del personale.

A livello nazionale le unità assegnate per gli istituti minorili sono trenta (23 unità maschili e 7 femminili). Un numero ristretto. E per ora nessuna comunicazione ufficiale per Casal del Marmo.

Il sit-in anunciato

La FNS CISL Lazio intanto ha denunciato “violazioni continue delle prerogative sindacali, orari di lavoro non conformi alle normative vigenti e modifiche unilaterali all’organizzazione del lavoro”. Il sindacato ha dichiarato lo stato di agitazione e ha annunciato un sit-in di protesta il 6 ottobre davanti al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, in via Damiano Chiesa a Roma.

Considerata la situazione ormai insostenibile dell’IPM di Casal del Marmo – si legge in una nota della FNS CISL – forse è il momento di valutare la chiusura dell’istituto. È evidente che non ci sono più le condizioni per garantire né la sicurezza né il rispetto dei diritti del personale”.