Spaccio di cocaina in fabbrica a Tivoli: dipendenti coinvolti nella rete dell’ex lavoratore pusher (VIDEO)

La fabbrica trasformata in piazza di spaccio: chi non pagava subito diventava la vittima di intimidazioni e sistemi di estorsione 

Blitz antidroga alle prime ore di oggi a Tivoli, dove i Carabinieri di zona sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, hanno fatto scattare un’operazione che ha portato a tre arresti e a nove perquisizioni domiciliari, e legata all’inchiesta della Procura di Tivoli sul sistema di spaccio di cocaina organizzato all’interno di una fabbrica di Tivoli Terme: una vera piazza di spaccio organizzata all’interno della sede con dipendenti coinvolti e un ex lavoratore che faceva da pusher.

La fabbrica trasformata in piazza di spaccio: chi non pagava subito diventava la vittima di intimidazioni e sistemi di estorsione

Le indagini, che si sono sviluppate tra aprile e giugno 2025, avevano fatto emergere un quadro allarmante dell’attività di spaccio all’interno dello stabilimento produttivo, dove in alcuni reparti, durante i turni di lavoro notturni, due dipendenti avrebbero introdotto all’interno dello stabilimento dosi di cocaina acquistate dal loro ex collega, a sua volta licenziato per motivi disciplinari.

Lo stupefacente, veniva poi ceduto direttamente ai colleghi e consumato sul posto, sfruttando la copertura dell’attività produttiva e la difficoltà dei controlli esterni.

Le tecniche di approvvigionamento e i metodi di distribuzione

L’inchiesta ha permesso di ricostruire anche le modalità di rifornimento. Il 50enne, fornitore della droga, si appostava in stradine adiacenti lo stabilimento e, nei pressi del muro perimetrale, lanciava gli involucri contenenti cocaina verso punti prestabiliti.

Un sistema, semplice ma efficace, che permetteva agli acquirenti di prelevare la sostanza senza uscire dal perimetro aziendale. In tal modo venivano evitati rischi di intercettazione durante il trasporto e garantita la continuità dello spaccio.

Estorsioni e minacce ai debitori

Gli investigatori hanno documentato anche episodi di forte pressione e minacce ai danni di consumatori insolventi

da parte del 50enne che, in qualità di fornitore principale, avrebbe costretto alcuni acquirenti a saldare immediatamente i debiti maturati per l’acquisto della droga, ricorrendo a sistemi intimidatori.

L’operazione dei Carabinieri e i provvedimenti del Tribunale

Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Tivoli su richiesta della Procura, ha disposto per gli indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

I tre uomini italiani, rispettivamente di 50, 44 e 37 anni, sono ora ritenuti gravemente indiziati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggiunta del reato di estorsione contestato al 50enne.

Conclusioni e stato del procedimento

A seguito dell’operazione, che ha segnato un colpo significativo all’attività illecita che aveva trovato terreno fertile nel contesto industriale, insospettabile, la Procura di Tivoli ha ribadito che gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.