Passeggia col ventaglio, aggressione omofoba a Roma al grido “fr…o di me..a”

"Mi hanno strappato il ventaglio e poi picchiato": la testimonianza shock del 25enne vittima di una aggressione omofoba per strada

Alessandro Ansaldo, la vittima dell'aggressione

Aggressione omofoba a Roma. Un giovane di 25 anni, Alessandro Ansaldo, è stato brutalmente picchiato in centro, da un branco di ragazzi a quanto pare romani, che lo ha insultato e picchiato dandogli del “fr…io”.

“Mi hanno strappato il ventaglio e poi picchiato”: la testimonianza shock del 25enne vittima di una aggressione omofoba per strada

L’agguato è avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 settembre, a pochi passi da Largo Argentina, quando è stato circondato e assalito da un gruppo di più persone, una decina.

Sono sbucati da un vicolo, erano almeno dieci. Due di loro si sono accaniti su di me con pugni e insulti, gli altri guardavano e ridevano. Mi gridavano: ‘Fr…o di merda’“, ha raccontato Alessandro.

L’inseguimento e il pestaggio

Alessandro stava tornando a casa dopo una serata con gli amici quando ha notato di essere seguito. Nonostante abbia accelerato il passo, il gruppo lo ha raggiunto. “Uno di questi ragazzi mi è venuto contro, mi ha strappato dalle mani il ventaglio e lo ha distrutto. Mi ha spinto, mi ha urlato: ‘Fro.. di merda’ e mi ha sputato in faccia“.

Quando Alessandro ha provato a difendersi, l’aggressore ha iniziato a colpirlo con una serie di pugni. Poco dopo, un complice è intervenuto colpendolo alle spalle, facendolo cadere a terra. “Ero stordito, ma gli ho urlato: ‘Vi sentite uomini a combattere due contro uno?“. Dopo aver lanciato lontano il suo telefono, il branco è scappato.

L’aggressione omofoba e la fuga

Soccorso da un’ambulanza, Alessandro è stato trasportato all’ospedale Santo Spirito. Ha riportato ferite che lo costringeranno a 20 giorni di convalescenza, tra cui un trauma cranio-facciale, la frattura del naso e contusioni costali. L’aggressione è stata denunciata ai carabinieri.

L’appello di Alessandro ora è rivolto ai testimoni che, con i loro cellulari, hanno ripreso parte dell’aggressione. “C’erano delle persone, ho notato che riprendevano la scena con il cellulare. Il primo che mi ha colpito li ha minacciati urlando. Per questo spero di riuscire a contattarli“.

L’appello ai testimoni

Ora mi sento meglio, ma sento che dovrò fare il conto con le conseguenze psicologiche. Spero che paghino con la giustizia”, ha concluso Alessandro. “Per sentirsi forti mi hanno attaccato in branco. Non deve accadere a nessuno”.