Cinque anni fa l’omicidio di Willy Monteiro Duarte. Oggi, nella piazza di Colleferro che porta il suo nome, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso parte alla cerimonia commemorativa per ricordarlo. Il giovane ucciso brutalmente durante un pestaggio, mentre cercava di difendere un amico e fermare una rissa.
Il Presidente alla cerimonia a Colleferro: “Willy è un italiano esemplare, vittima di una violenza insensata”. La madre Lucia commossa
“Willy è un nostro ragazzo, vittima di una violenza cieca, insensata e brutale,” ha detto Mattarella. “Era lì per impedire la violenza, ma quella violenza si è riversata su di lui.”
Nel corso della commemorazione, il Capo dello Stato ha ricordato il coraggio e l’altruismo di Willy, sottolineando il valore del suo gesto. “Willy è un italiano esemplare. Per questo gli è stata conferita alla memoria la medaglia d’oro al valor civile. Il suo gesto rappresenta non solo il dolore della sua famiglia e dei suoi amici, ma anche il ricordo e la responsabilità di tutti noi.”
Mattarella ha poi ribadito il rifiuto dell’indifferenza, che ha definito “spregevole quanto la violenza stessa, perché nasce dalla sfiducia e dalla rassegnazione.” E ha lanciato un forte appello a contrastare ogni forma di violenza attraverso solidarietà, inclusione e dialogo: “Ogni epoca ha conosciuto la violenza, in forme diverse. Ma sempre essa rappresenta un freno alla civiltà.”
Mattarella cita Martin Luther King
Ai giovani, destinatari ideali del messaggio di Willy, il Presidente ha rivolto un invito chiaro: “Meritano rispetto e un futuro di speranza. La violenza non è forza, ma debolezza – come scriveva Benedetto Croce. Chi cerca di affermarsi con la violenza è destinato al fallimento.”
Citazione centrale nel discorso, quella di Martin Luther King: “L’odio moltiplica l’odio, la violenza moltiplica la violenza.” Una riflessione che, secondo Mattarella, vale nelle relazioni tra individui, ma anche nella costruzione della pace tra i popoli.

Il Presidente ha infine denunciato l’attuale clima di ostilità e rancore, spesso amplificato dai social: “Parole d’odio generano sfiducia e scontri. La diversità viene vista come una minaccia, non come occasione di confronto.”
“Onorare Willy – ha concluso – significa costruire una società in cui amicizia e rispetto siano le fondamenta della convivenza.”
La mamma di Willy commossa
Visibilmente commossa, Lucia Monteiro Duarte, madre di Willy, ha raccontato: “È stato emozionante, dopo cinque anni, poter parlare davanti al Presidente. Questa cerimonia è stata davvero importante per tutti noi.”


















