Chi era Daniele Cucchiaro, l’operaio morto a Roma: una vita tra lavoro, sport e amore per la figlia

Daniele Cucchiaro, travolto da un muletto sul lavoro a Roma: chi era l'operaio soprannominato  “EasyT” e cosa è successo quel giorno

Una vita spezzata, un vuoto incolmabile. Il pomeriggio di ieri, lunedì 8 settembre, si è tinto di nero sulle banchine del Tevere, all’altezza di Piazza Trilussa, a Trastevere. Daniele Cucchiaro, un operaio di 47 anni residente a Monterotondo, ha perso la vita in un tragico incidente sul lavoro a Roma. Ecco chi era.

Daniele Cucchiaro, travolto da un muletto sul lavoro a Roma: chi era l’operaio soprannominato  “EasyT” e cosa è successo quel giorno

La sua storia si inserisce in una giornata drammatica a livello nazionale, che ha visto la morte di altri tre operai in diverse città italiane.

La comunità di Monterotondo, comune a chi chilometri dalla Capitale, è sconvolta dalla notizia.

Daniele era un uomo di passioni, diplomato all’Istituto Tecnico Industriale Gerolamo Cardano, amava lo sport, il soft air, il trekking, le moto e condivideva nuove esperienze con la figlia, come il paracadutismo indoor.

La sua morte ha scosso profondamente amici e conoscenti, che lo ricordano per la sua risata contagiosa e il suo spirito avventuroso

Daniele, conosciuto con il soprannome di “EasyT”, era impegnato nello smontaggio delle strutture di una manifestazione estiva.

La dinamica dell’incidente oggetto di indagine

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, dipendente della ditta Romana Car, era al lavoro per caricare un muletto su un camion.

La dinamica precisa dell’accaduto è ancora oggetto di indagine da parte della Polizia, ma pare che il muletto si sia ribaltato, schiacciando fatalmente l’operaio.

Daniele non sarebbe riuscito a mettersi in salvo, rimanendo intrappolato sotto il peso del mezzo.

A dare l’allarme è stata una passante che ha assistito alla scena e ha prontamente avvisato i soccorsi.

Sul posto sono giunti in breve tempo gli agenti della Polizia di Stato, i colleghi della Scientifica e i Vigili del Fuoco.

Purtroppo, per Daniele non c’era più nulla da fare: i soccorritori hanno solo potuto constatare il decesso.

Il corpo è stato rimosso diverse ore dopo, una volta terminati i rilievi e ottenuto il nulla osta del medico legale e del Pm.

L’incidente ha riacceso i riflettori sulla sicurezza sul lavoro, con le indagini che dovranno accertare eventuali violazioni delle normative.

I mezzi coinvolti, il muletto e il camion, sono stati posti sotto sequestro.

Il cordoglio dei sindaco di Monterotondo

Una giornata terribile, funestata da atroci morti sul lavoro”. Con queste parole, il sindaco di Monterotondo, Riccardo Varone, ha commentato la tragica scomparsa di Daniele Cucchiaro. Il primo cittadino ha espresso il suo profondo cordoglio e quello dell’intera comunità attraverso un comunicato ufficiale.

Il sindaco Varone ha voluto sottolineare il drammatico senso di ingiustizia e impotenza di fronte a una vita spezzata in questo modo, durante una “normale giornata di lavoro in un lunedì di settembre”. Il pensiero, ha dichiarato, va al “dolore, alla disperazione dei familiari, degli amici, di chi ha perso per sempre la presenza di Daniele”.

Nel comunicato, Varone ha messo in evidenza la piaga delle morti sul lavoro, che rappresenta “una spaventosa costante dei nostri tempi e del nostro Paese”.

Pur riconoscendo l’urgenza di un dibattito sulla sicurezza, ha preferito non affrontare la questione in questo momento di lutto. “Non è oggi il momento delle riflessioni su queste questioni, o dell’indignazione per l’ennesima tragedia”, ha scritto, aggiungendo che le indagini accerteranno “fatti e responsabilità”.

Tuttavia, il sindaco ha rimarcato che “sarà una verità che, in ogni caso, non restituirà un domani a Daniele e non lenirà il dolore di chi lo ha amato”.

Il messaggio si conclude con una sentita partecipazione al lutto che ha colpito la famiglia Cucchiaro: Con commozione e con profondo rispetto, personale e a nome della Comunità cittadina, partecipo e mi stringo a quel dolore. Per quanto poco sia è, in questo momento, tutto quel che posso e che possiamo”.