Un altro segnale forte e chiaro. Dopo il sit-in di maggio a Montecitorio, il personale scolastico italiano torna a farsi sentire con un nuovo flash mob nazionale, organizzato alla vigilia della riapertura delle scuole.
Flash mob davanti al Ministero: la scuola protesta per il diritto a un futuro dignitoso
Docenti e ATA, arrivati da tutta Italia, hanno animato le scalinate del Ministero dell’Istruzione con striscioni, slogan e una richiesta chiara: rispetto e dignità per chi ogni giorno tiene in piedi il sistema educativo.
A guidare la mobilitazione ancora una volta Silvia Zanetti, insegnante bergamasca e fondatrice del movimento, che in pochi mesi ha raccolto migliaia di adesioni.
“Non possiamo più vivere con 1.500 euro al mese – ha spiegato – mentre nel resto d’Europa si arriva anche a 5.000. L’inflazione cresce, ma i nostri stipendi restano fermi. Siamo i nuovi poveri dello Stato”.
La protesta a Roma
La protesta nasce da un malessere profondo, acuito da anni di false promesse, mancati rinnovi contrattuali e bonus una tantum che non affrontano il problema strutturale: stipendi bassi e mancanza di riconoscimento per un lavoro ad alto impatto sociale.
Durante il flash mob, è stato consegnato un documento ufficiale a un rappresentante del Ministero, in assenza del Ministro, in trasferta a Urbino. “È stato difficile, ma alla fine ci hanno ascoltato – racconta Zanetti – e ora sarà più difficile ignorarci“.
La protesta non si ferma qui. “Questo è solo l’inizio. La scuola merita rispetto, non briciole”, è il messaggio dei manifestanti.

















