Il Comune di Roma continua il suo impegno nel riconoscimento dei diritti delle famiglie arcobaleno. L’assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro, Claudia Pratelli, in qualità di delegata del sindaco Roberto Gualtieri, firma l’atto di nascita del piccolo Michael, figlio di due mamme.
Il Comune di Roma registra il figlio di due mamme: firma l’atto di nascita di Michael. Ad annunciarlo Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro
La procedura è avvenuta alla presenza di una delle due madri, Federica, mentre l’altra, Desiree, era in ospedale con il neonato.
La gioia e l’emozione hanno accompagnato un momento che, pur essendo una formalità burocratica, ha un significato profondo
“Un atto necessario per permettere al bambino di uscire dall’ospedale e tornare a casa – ha spiegato Pratelli – ma che, fino a poco tempo fa, sarebbe stato impossibile per molte famiglie”.
La vicenda si inserisce in un contesto giuridico in evoluzione: la Corte Costituzionale ha recentemente ribadito che anche i figli delle coppie omogenitoriali devono vedere riconosciuti i propri legami familiari, invitando le istituzioni a garantire tutela e pari dignità a tutte le configurazioni genitoriali.
“Siamo di fronte a un diritto finalmente riconosciuto – ha aggiunto l’assessora – Anche se manca ancora una legge nazionale chiara, le indicazioni della Consulta sono nette. Per questo, come amministrazione, scegliamo di agire con responsabilità e rispetto nei confronti di questi bambini”.
L’atto di nascita, per quanto tecnicamente semplice, ha un impatto profondo: sancisce la protezione legale per Michael sin dai suoi primi giorni di vita, e offre piena dignità alle sue due madri.
Federica, visibilmente emozionata, ha raccontato di aver assistito al parto e di aver finalmente visto riconosciuta la propria genitorialità anche sul piano formale.
Quello di Michael non è un caso isolato. Roma Capitale ha già proceduto, nei mesi scorsi, a registrare altri bambini nati da coppie di madri. Il 13 giugno, ad esempio, sono stati trascritti gli atti di nascita di sei neonati in situazioni analoghe.
La sentenza della Corte Costituzionale
La Corte Costituzionale ha stabilito che i figli di due madri, nati tramite procreazione medicalmente assistita (PMA) all’estero, devono essere riconosciuti legalmente come figli di entrambe.
La decisione, attesa da tempo, ribalta l’articolo 8 della legge 40 del 2004, giudicandolo incostituzionale.
Prima di questa sentenza la legge prevedeva che solo la madre biologica, ovvero colei che aveva partorito, potesse essere riconosciuta come genitore, escludendo la cosiddetta “madre intenzionale”, colei che aveva acconsentito alla procedura di fecondazione.
Questo, secondo la Consulta, violava gli articoli 2, 3 e 30 della Costituzione, ledendo il diritto del minore a un’identità certa e stabile.
La tutela del minore al centro della sentenza
La Corte ha messo in primo piano il “miglior interesse del minore”, sottolineando che negare al bambino il riconoscimento di entrambi i genitori fin dalla nascita non garantisce i suoi diritti. La sentenza si basa su due pilastri fondamentali:
- la responsabilità genitoriale: viene riconosciuto l’impegno comune di entrambe le donne che decidono di avere un figlio, un impegno da cui nessuna delle due può sottrarsi.
- l’identità del bambino: il mancato riconoscimento di entrambe le madri fin dalla nascita lede il diritto del minore a un’identità personale completa e pregiudica la possibilità di essere mantenuto, educato e assistito da entrambi i genitori.
La sentenza, che arriva dopo un ricorso del Tribunale di Lucca, rappresenta una vittoria per le famiglie omogenitoriali e segna un passo significativo verso il pieno riconoscimento dei loro diritti in Italia.
Albano Laziale riconosce una bambina figlia di una coppia omosessuale
Giovedì 5 agosto, il sindaco di Albano Laziale, Massimiliano Borelli, ha firmato l’atto di nascita della piccola Arianna Gina.
L’atto, definito dal sindaco “un atto semplice e burocratico, ma carico di valore umano e civico”, ha formalizzato il riconoscimento delle due madri, garantendo alla bambina un’identità personale e familiare completa.


















