Si è conclusa in modo rocambolesco la fuga di un uomo di 35 anni di origine romena, evaso dai domiciliari a luglio e ricercato dalle Forze dell’ordine per la scia di violenza che si era lasciato dietro, tra cui l’accusa di un tentato omicidio. L’uomo si nascondeva tra i senzatetto di un insediamento sorto sotto un ponte.
La cattura ha messo fine alla sua latitanza violenta: l’uomo è stato scovato in un insediamento di senzatetto sotto un ponte
E’ stato rintracciato ed arrestato tra le baracche che erano diventate il suo nascondiglio nella piccola “città” abusiva nel quadrante tra Vigne Nuove e Tufello, dove stava portando avanti una latitanza in cui non aveva mai smesso di agire con violenza. L’uomo era uno dei ricercati numero 1 dalla Polizia di Stato, tra Roma e provincia. Un soggetto pericoloso da catturare per la sicurezza della cittadinanza.
Una fuga iniziata con precedenti violenti
L’uomo era stato inizialmente posto agli arresti per un’aggressione che aveva causato gravi lesioni a un’altra persona. Tuttavia, ai primi di luglio, aveva violato la misura cautelare dei domiciliari fuggendo dalla sua abitazione e dandosi alla macchia.
Una latitanza, secondo al ricostruzione del Messaggero, caratterizzata da un’escalation di violenza, che ha tenuto la polizia sulle sue tracce ininterrottamente, monitorando costantemente le zone del Tufello e di Vigne Nuove, dove gli agenti avevano ricevuto diverse segnalazioni da parte dei residenti spaventati e preoccupati dalla ferocia del soggetto.
L’accusa di tentato omicidio e il camper in fiamme
Una preoccupazione cresciuta a dismisura fino all’episodio che nei primi giorni di agosto ha confermato la pericolosità del fuggitivo, e cioè il ritrovamento vicino a Vigne Nuove, del proprietario di un camper che era stato brutalmente accoltelato al petto da un uomo che poi aveva dato alle fiamme il suo veicolo, lasciando la vittima in fin di vita.
Trasportato d’urgenza all’ospedale, l’uomo è stato operato per la perforazione di un polmone e rimasto a lungo ricoverato in condizioni sempre critiche. Solo quando si ripreso è riuscito a fornire la descrizione dell’aggressore ai poliziotti, un identikit che corrispondeva perfettamente a quella del latitante 35enne, e confermata anche dalle immagini delle telecamere di sorveglianza.
La cattura e la violenta resistenza
Dopo settimane di ricerche, la svolta nel pomeriggio di ieri, quando gli agenti lo hanno trovato nascosto sotto un ponte, che cercava di confondersi tra altri senzatetto, dove nonostante il suo aspetto fosse cambiato, l’uomo è stato riconosciuto.
L’uomo raggiunto non si sarebbe subito arreso ma avrebbe tentato di opporre resistenza con la forza, fino a quando non ha addirittura estratto un coltello per ferire gli agenti. A quel punto in tre poliziotti, lo hanno bloccato e ammanettato dopo una violenta colluttazione.


















